La fatica del libro

Interviste
Tipografia

Intervista a Nicoletta Bencivenni, presidente di Librerie.coop.

È sempre un grande piacere incontrare Nicoletta, con il fascino della competenza e l’entusiasmo di chi ogni giorno si mette in gioco, senza risparmiarsi.

Come vanno le librerie?                                                                                      

Le nostre abbastanza bene, anche se il nostro è un Paese che legge poco e che non comprende il vero valore della lettura. Quest’ultima costituisce un fattore di crescita, anche da un punto di vista economico. Chi legge ha più strumenti per comprendere, diventare più libero e indipendente.

Il mercato del libro 2018, dopo tre anni di crescita, si è arrestato e si spera in una ripresa per l’anno corrente. L’unico grande investimento fatto dal Paese è stato quello riguardante la “18app” e la “Carta del Docente”, che ha dato grandi risultati ed è l’unico strumento a favore della lettura. Si tratta di bonus di 500 euro, a disposizione di giovani e docenti, da spendere in contenuti culturali.

Durante le vacanze di Natale sono stata per quattro giorni in libreria, qui abbiamo potuto constatare che il 30% degli acquirenti era costituito da docenti, che hanno comprato libri utili alla formazione professionale. Anche i ragazzini sono venuti, per comprare grandi classici: è stata una boccata di ossigeno!

In Europa siamo il fanalino di coda, con livelli di lettura bassi. Negli ultimi 10 anni, i quotidiani hanno perso due miliardi, il mercato del libro un miliardo. Come se non bastasse, gli editori europei pubblicano il doppio di quelli statunitensi. Il nostro continente pubblica 610 mila titoli all'anno, l’Italia 63 mila titoli annui! Mentre la percentuale di lettori italici si ferma al 62%, con il 30% che legge da uno a tre libri all'anno. La popolazione che legge davvero, è solo del 40% circa. Il vice presidente della “Giunti” ha affermato che non è vero che si legge poco, secondo lui si legge tantissimo sul telefonino, dove si accede a “contenuti veloci”. 

Libreriecoop Scala Mobile

Foto: una delle sedi di Librerie.coop

Per fortuna in questi dieci anni ha tenuto la saggistica, a cui accedono più gli uomini, anche se il popolo dei lettori è complessivamente più femminile che maschile. Anche il libro per bambini riscuote successo. Oggi le librerie soffrono a causa delle vendite online. Nel 2006 si parlava di ebook, il libro digitale, ma in realtà non si è sviluppato, poiché è arrivato a conquistare il 5% del mercato e lì s’è fermato. Si è scoperto che chi legge in digitale, lo fa in viaggio, per poi leggere su carta quando si trova a casa.

Invece la vendita online in dieci anni è passata dal 4 al 24% e ha mangiato alla grande distribuzione e un po’ alle librerie. Il canale preferito di vendita resta la libreria. Chi vi accede vuole essere consigliato e ispirato dalla proposta dei testi offerti in negozio e cerca un ambiente caldo e accogliente; chi compra da casa è attratto dalla rapidità di consegna e dallo sconto del 15% che noi non possiamo fare, perché abbiamo costi di gestione in più.

E se faceste anche voi la vendita online?                                                            

Per farla bene, occorrono investimenti che ora non siamo in grado di sostenere. Amazon ha condizioni fiscali diverse dalle nostre, come se non bastasse può trasportare oltre al libro una serie ampia di altri prodotti, creando una massa di articoli che noi non potremmo mai raggiungere.

Noi abbiamo creato da poco la prenotazione online, che consente di scegliere un libro dal nostro sito, prenotarlo e ritirarlo in libreria. Una statistica afferma che il 60% dei soci COOP che acquista sulla piattaforma online della cooperativa, va poi a ritirare in punto vendita.

Per forza: non siamo mai in casa… Ma dimmi, cosa vi differenzia dalle altre librerie?                       

Siamo una libreria di catalogo. Mentre una libreria generalista ha le novità e gli autori più in voga, noi delle case editrici prestigiose abbiamo TUTTO il catalogo. A Bologna nessuna libreria ha tutto il catalogo de “Il Mulino”, noi sì. Una libreria può arrivare a 10 mila titoli, noi mediamente ne abbiamo 30 mila. Siamo una libreria per clienti di altissimo livello, ma la contropartita è avere una esposizione finanziaria molto alta. Normalmente un libro entra in una libreria generalista e viene venduto entro quattro mesi. Noi abbiamo libri che teniamo anche per più di un anno. A volte qualcuno entra da noi e dice: son venuto qua perché so che da voi c’è! La novità si trova anche all'Autogrill, il titolo di catalogo si trova da noi. È anche vero che per il nostro pubblico la novità ha meno fascino. In più, da un anno e mezzo, abbiamo sperimentato con successo, la gestione degli spazi negli ipermercati, dove l’acquisto è dettato per lo più dall'impulso ed è legato alla novità editoriale. Al Centro Nova abbiamo una libreria con 50 mila titoli! Lì si recano lettori alla ricerca di volumi particolari.

Bookrepublic Banner

Immagine: banner bookrepublic.it

Avete un magazzino centralizzato?                                                                  

No, ogni libreria viene rifornita in maniera autonoma. La filiera del libro è molto complicata. L’editore si rivolge al distributore, che ha il capannone coi libri, poi c’è anche il promotore; dal distributore si passa alla libreria. Noi compriamo dal distributore e non possiamo farlo direttamente dall'editore. Alcuni distributori sono di proprietà degli editori e aggregano diverse case editrici.

I titoli li scegliete voi?                                                                                         

Arriva un promotore con la cosiddetta cedola, un catalogo che viene presentato attraverso la descrizione di ogni singolo libro; poi noi facciamo l’ordine, scegliendo il titolo e il numero di copie destinate a ogni libreria. Una novità dura due o tre mesi, una libreria prende le sue copie e le vende. Di ciò che è rimasto invenduto si conservano poche copie. In seguito l’editore decide se sia il caso di fare uscire l’edizione economica di un titolo. I libri invenduti, vanno a finire in un magazzino a cui rivolgiamo gli ordini, quando un cliente ci richiede un libro non più presente in negozio.

Noi siamo l’unica catena veramente indipendente, poiché non siamo legati a nessun editore e siamo liberi di promuovere i libri che ci piacciono, fuori da ogni logica commerciale.

La collaborazione con Eataly funziona?                                                            

Abbiamo diverse esperienze. La Libreria Ambasciatori ospita Eataly; a Milano, Torino, Roma, Bari, Piacenza, Trieste è Eataly che ospita un piccolo spazio adibito a libreria. Ambasciatori ha portato una discontinuità, creando qualcosa che prima non c’era. In dieci anni di attività, questa libreria ha rivitalizzato il centro storico ed è diventata un riferimento per altri operatori del settore. È un matrimonio che va abbastanza bene, anche se nei locali dove abbiamo un piccolo spazio siamo limitati alle novità e ai libri sul cibo.

E poi l’aver portato le logiche della libreria nell'ipermercato è stato un vero successo. Succedono anche cose buffe poiché il distributore dei supermercati dà la scatola dei libri alla stessa persona che prima va ad allestire le bevande gassate e gli yogurt e poi i libri; questi non conosce le logiche espositive del nostro mondo e accade che metta vicino il libro del Papa a quello dell’intestino felice, il romanzo di De Carlo – con un gelato in copertina – nel settore dei testi di cucina!

Libreriecoop Presso Fico

Foto: Librerie.coop presso FICO Eataly World

E tuttavia abbiamo portato nel centro commerciale editori prestigiosi come Adelphi e Sellerio, in alcuni casi è presente finanche il libraio che consiglia l’acquisto. Si tratta di un servizio di qualità che riscuote consenso. E si può addirittura lasciare la richiesta di un libro in una cassettina.

Parliamo di futuro, investimenti e innovazioni                                                      

La prima innovazione è la prenotazione online, che consente ai nostri clienti di risparmiare tempo. Abbiamo il sito nuovo da un due mesi. Abbiamo rinnovato la collaborazione con Bookrepublic, la nostra libreria digitale, con cui vendiamo gli ebook online

Nel 2019 abbiamo in previsione l’apertura di 17 spazi all'interno degli ipermercati di Coop Alleanza e probabilmente ne realizzeremo anche in altre Cooperative che ci hanno contattato. Sono spazi curati con la dovuta attenzione, in cui variamo l’assortimento anche in base al territorio in cui andiamo a operare, poiché in zone diverse si leggono libri differenti. Avendo 40 librerie sparse per l’Italia, possiamo analizzare cosa si vende nelle diverse realtà locali e ci regoliamo di conseguenza.

Prima di Pasqua abbiamo inaugurato una nuova libreria, non posso dire dove. Ma non è a Bologna, poiché qui il mercato è saturo. Vogliamo investire nelle librerie tradizionali, che siano nei centri storici o nei centri commerciali. Sottolineo che la nostra professionalità ci ha consentito di creare il modello di vendita degli ipermercati, che è unico in Europa. Qualità di assortimento, esposizione da libreria, presenza del libraio: sono gli ingredienti esclusivi del nostro successo!

Penso anche che dovremo porci il problema del commercio elettronico, perché credo che continuerà a crescere. Ho avuto un incontro con Coop Italia che si è resa disponibile e spero di poter iniziare presto una collaborazione con la piattaforma online di Coop, riguardante prodotti del settore non alimentare. Ma bisogna muoversi con cautela, per gestire i costi nel modo giusto. Occorrono macchine automatiche per movimentare le merci e poi la logistica è davvero importante. Le spese sono così elevate che se oggi dovessimo praticare il commercio elettronico, dovremmo vendere i libri sottocosto e ovviamente non possiamo. 

Quello che può salvarci, è la modifica della legge che prevede il tetto massimo di sconto al 15%. Pare che ne stiano discutendo la modifica, da cui tutti trarrebbero beneficio. C’è da aggiungere che il prezzo dei libri, in proporzione all'inflazione, non è cresciuto tanto. E nei momenti di crisi, il libro diventa un bel regalo da fare ai propri cari: costa poco, è un bel prodotto che resta.

Maurizio Cocchi

In Redazione Ugo De Santis

Condividi

Submit to FacebookSubmit to Twitteristagram logo
BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS