Quando l’incoscienza e il furore Ideologico accesero la scintilla del cambiamento.
Già, era proprio il 9 febbraio del 1996, quando un gruppo di impavidi giovani si presentò davanti al Notaio Moruzzi, per disegnare in maniera indelebile il proprio futuro e costituire la Virtual Coop. Si trattava di 15 disabili, più un’infiltrata.
I 16 eroi si erano incamminati verso un futuro radioso, pronti a raggiungere quel "sol dell’avvenir" che troviamo ancora oggi nel marchio. Forti della loro skill possente, mossi da una volontà indomita, erano pronti ad aggredire il mercato delle nuove tecnologie, sicuri in un successo immediato e travolgente.
No… No… Scherzavo. Mi sono lasciato prendere dall’entusiasmo.
In realtà, si trattava di un gruppo fortemente disomogeneo, con una formazione illusoria, poca esperienza lavorativa e che poco aveva a che fare con l’informatica.

Foto: repertorio gruppo riunito per il Progetto UE HFSelf
Alla maggior parte dei soci interessava avere un lavoro, subito e ben retribuito, senza particolari ambizioni e poco interesse per l’innovazione e le altre diavolerie che uscivano dai computer.
Eppure, ciascuno di noi si impegnò con zelo e dedizione, trascinandosi dietro i propri dubbi e debolezze, che in molti casi furono anche superati e travolti dalla volontà di riuscire, dimostrando di essere qualcosa nel mondo e che la persona può e deve prevalere sulla disabilità.
E fu così che vennero le prime commesse, inserimento dati, gestione del centro copie ATC (Tper), progetti europei. Poi altri progetti europei, siti Web, purtroppo a basso valore tecnologico, portali finanziati da Fondazioni su vari argomenti, anche troppo vari (trattamento e inserimento dati, insegnamento dell’italiano agli immigrati…). Infine, nel tentativo di entrare nell’industria delle scansioni e del dataentry, reso difficile dal ritardo nell’entrata in questo mercato e dalla sottovalutazione dell’investimento necessari per raggiungere il dimensionamento adeguato. Attualmente, si è sopperito con efficacia al dimensionamento inadeguato, con l’affiancamento e l’integrazione dell’attività di riordino archivistico e di organizzazione digitale dei dati.
Nel frattempo, sono passati trent’anni di vita della Cooperativa di successi, di resilienza, di stipendi e inclusione sociale.

Foto: repertorio gruppo Virtual Coop
Che lezione trarre dalla vita della nostra Cooperativa?
L’incoscienza e il furore ideologico possono essere la scintilla per avviare qualcosa, ma dopo deve subentrare l’intelligenza e il costante lavoro. La fortuna di solito arriva, ma bisogna essere pronti a coglierla. Arrivano anche gli aiuti, ma occorre utilizzarli come moltiplicatori, senza attendere che ne arrivino altri.
E se per caso, trovate sulla vostra strada un masso, non tornate indietro, non sbatteteci la testa, aggiratelo.
Maurizio Cocchi
Attiviste per i diritti delle persone con disabilità
Già Presidente di Virtual Coop
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