Il cicloturismo accessibile per tutti

Inclusione
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In Emilia-Romagna percorsi in bicicletta anche per i diversamente abili.

Il documentario “Tanta Strada” di Lorenzo K. Stanziani presentato giorni fa su Rai 2 e poi su Raiplay per Rai Documentari e Rai per il Sociale racconta il viaggio di un gruppo di amici, da Piacenza al mare in sella ad Handbike, biciclette, tandem, attraverso le bellezze della nostra regione. Il lavoro di settimane, ha coinvolto nove protagonisti supportati da molte persone, per testimoniare la realizzazione di 45 percorsi cicloturistici fuoristrada accessibili a tutte le persone.

Il progetto video realizzato è anche un modo per raccontare al mondo, l'impegno della Regione E-R per abbattere ogni tipo di barriera ed essere sempre più inclusiva. I percorsi di trekking cicloturismo fuoristrada, sparsi sul territorio, nascono da un’idea di Matteo Brusa della Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi la ONLUS, infatti, si occupa di attività nel settore dello sport dilettantistico principalmente nel territorio della Regione Emilia-Romagna; il territorio, parte centrale del film, mostra come questo sia accessibile.

Ciclisti Handbike

Foto: ciclisti su Handbike

Le caratteristiche e la morfologia del terreno sono state studiate adeguatamente per proporre itinerari idonei alle persone disabili. Il lungometraggio di Stanziani è prodotto da Orso Rosso Film e realizzato con il sostegno della Regione e ER Film Commission, attraverso il Fondo Audiovisivo, col contribuito APT Servizi Emilia-Romagna, Destinazione Bologna e Bologna Welcome, Camera di Commercio Bologna e Confindustria Delegazione Imolese.

Elogi per il risultato vengono dalla Vice Direttrice e dalla Responsabile Editoriale di Rai Documentari, Karina Laterza e Monica Bartoli, mentre Sandro Fioravanti, Caporedattore Rai per il Sociale sottolinea come la Regione Emilia-Romagna sia un passo avanti quando si tratta di inclusività, promozione e cicloturismo capace di mostrare quanto il disabile sia una risorsa. Anche rappresentanti di Enti regionali, tra i quali Davide Cassani, ha apprezzato il documentario, in quanto mezzo per far vedere quanto si può fare per ottenere il massimo. 

Chiara Garavini

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