Non piangete, lei è sempre qui

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Ricordo sentito di un simbolo dell'Italia più bella.

L'umanità è composta da potenti che dominano la scena politica ed economica, quelli che reggono le sorti del mondo e poi c'è la gente comune. Infine c'è una categoria speciale, popolata da persone uniche e ineguagliabili, che animano l'immaginario collettivo, operano in quella terra di nessuno fatta di sogni e desideri e passioni ed emozioni a cui tutti - potenti e persone comuni - debbono piegarsi. Sono esseri speciali dotati di un fascino eccezionale, deità incarnate di un Olimpo lontano che si può avvicinare solo col cuore.

Raffaella Carrà, la fidanzata d'Italia, la ragazza bella, vitale, simpatica, gentile, eccellente professionista dello spettacolo, ci ha lasciati. Non possiamo che ringraziarla per la straordinaria parabola artistica e umana compiuta con leggerezza e intelligenza, cavalcando decenni di storia senza mai cadere. Raffaella Maria Roberta Pelloni nacque a Bologna nel 1943 e crebbe a Bellaria-Igea Marina, poi a Roma dove iniziò la sua carriera inarrivabile, che la portò al successo in Spagna, in America Latina, nel mondo intero.

Negli anni '70 cominciò a entrare nelle case degli italiani, grazie a spettacoli televisivi memorabili e fu amore a prima vista. Era un'Italia intristita da problematiche economiche e sociali, turbata nel profondo dal terrorismo, ma al sabato sera c'era solo lei, la dea dal caschetto biondo, la dolce ammaliatrice che per alcune ore cancellava i pensieri cattivi, col suo irresistibile ombelico scoperto e l'immortale Tuca Tuca. Splendore di un tempo che non c'è più, ma che è possibile evocare attraverso i suoi spettacoli.

Ciao Raffa, resterai sempre nel nostro cuore. E anche da lassù, ascolta e "A far l'amore comincia tu"!

Ugo De Santis

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