Quarant'anni senza Rino Gaetano

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Nel 1981 ci lasciava un cantautore davvero rivoluzionario.

Quel 2 giugno di inizio anni Ottanta, un incidente stradale lo sottrae anzitempo al panorama musicale italiano, appena trentenne ed all'apice del successo. A distanza di quattro decenni dalla sua scomparsa, tuttavia, le canzoni del crotonese vengono regolarmente riproposte in diverse occasioni e continuano ad ispirare le nuove generazioni di artisti, soprattutto a partire dal principio dell'attuale millennio.

La popolarità di Gaetano si deve al suo timbro vocale aspro ed ai contenuti importanti (ma sempre inquadrati con paradossale ironia) veicolati dai suoi brani, i quali spesso citano direttamente volti noti o politici dell'epoca con l'intento di colpevolizzarli per la loro immoralità. Altri aspetti ricorrenti nei suoi testi: la solitudine umana, la situazione di arretratezza del Sud Italia di metà anni Settanta, l'emigrazione e l'amore.

Rino Gaetano nasce a Crotone nel 1950. A dieci anni si sposta a Roma con la famigliari. Nel 1969 matura le prime esperienze musicali e di teatro al Folkstudio, conosce musicisti del calibro di Francesco De Gregori ed Antonello Venditti. Da subito manifesta la sua originalità, per la propria voce particolare e l'umorismo talvolta nonsense delle sue composizioni. Nel 1974 pubblica l'album di debutto "Ingresso libero", accolto freddamente da ascoltatori e critica.

Disegno Di Rino Gaetano

Immagine: Rino Gaetano disegnato

Nell'estate 1975 esce "Ma il cielo è sempre più blu", ritratto scanzonato ma anche doloroso dell'Italia del tempo. Il brano lo rese noto al grande pubblico. Durante le annate seguenti, Gaetano registra gli LP "Mio fratello è figlio unico" e "Aida", mentre nel 1978 partecipa al Festival di Sanremo classificandosi terzo con la canzone "Gianna". L'aver calcato il palco dell'Ariston segnò la sua definitiva consacrazione, ma anche l'ultima scintilla della sua breve carriera.

Gli ultimi due lavori discografici dell'autore calabrese sono "Resta vile maschio, dove vai?" (1979) ed "E io ci sto" (1980), nei quali però risulta evidente la mancanza di ispirazione del cantautore dopo i sorprendenti trionfi avuti in precedenza. Un mese prima della sua morte, la RCA diede alle stampe il "Q Concert", testimonianza sonora di un live tenutosi a Roma in cui Rino canta insieme alla band New Perigeo e Riccardo Cocciante.

Oggi, il ricordo del ragazzo con la tuba nera non vive solo nei suoi brani, bensì anche nei nomi di strade e piazze in tutta Italia, in targhe commemorative e statue di bronzo (come quella a lui dedicata, situata a Crotone), oltre ad un'associazione benefica. Una cosa è certa: finché la musica di Rino Gaetano sopravvivrà, il cielo sarà sempre più blu.

Francesco Forestieri

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