Medioevo svelato. L’archeologia che restituisce la storia

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Emilia e Romagna: l’Emilia conquistata dai Longobardi, la Romagna assoggettata dai Bizantini.

Vedremo attraverso la mostra archeologica curata da Sauro Gelichi e Luigi Malnati, che dal 17 febbraio al 17 giugno 2018 si terrà presso il Museo Civico Medievale di Bologna, come usi, costumi, lingua ed altro, siano stati influenzati da queste due differenti occupazioni.

Circa mille anni di storia dal IV-V secolo al primo 300 raccontati da oltre trecento reperti archeologici ritrovati negli ultimi 40 anni. Ritrovamenti soprattutto di oggetti quali monili in argento, bicchieri in legno, piatti di uso celebrativo e vasellame, recuperati durante gli scavi in tutta la nostra regione, che ci dicono come, ad esempio, vivessero in ricchezza i proprietari terrieri.

Corno Per Bere

Foto: corno per bere in vetro di età longobarda (Spilamberto, MO) 

L’esposizione è stata suddivisa in vari temi e tra questi possiamo riconoscere i periodi storici nei quali: le città vennero fortemente ridimensionate, al contrario di Ferrara che acquistava importanza come centro commerciale. Quello in cui, se vi era stata una certa continuità fra Romani e Goti, con l’occupazione Longobarda e Bizzantina si ebbe un distacco più netto

Quello nel quale scomparvero le ville sparse, tipiche del periodo Romanico; le campagne vennero abbandonate e nacquero dei centri di culto. Diversa, fra loro, era anche la pratica funeraria. E quello, verso il tardo Medioevo, nel quale rifiorirono le città con una notevole urbanizzazione.

Vale veramente la pena di vedere questa mostra, che sarà inaugurata venerdì 17 alle 18:00 ed acquistare il catalogo edito da Ante Quem e curato da Sauro Gelichi Cinzia Cavallari, Massimo Medica.

Gianluca Palmieri

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