L’eterno ragazzo è andato via

Arte
Tipografia

Philippe Daverio ha lasciato il suo corpo mortale.

Avevi voglia di guardare un programma culturale dai contenuti rigorosi? Sì ma anche leggero e spiritoso, fatto con lo spirito lieve di chi sa che anche le cose alte e colte, si possono narrare come un racconto avventuroso e curioso, proprio della letteratura per ragazzi? Ebbene Daverio era un cavallo di razza raro dell’intrattenimento e della divulgazione artistica e culturale, che univa il rigore e la precisione implacabile di uno storico di professione, alla scherzosa levità di un paffuto bontempone di campagna, un nobiluomo dai modi impeccabili, pronto a farti uno scherzo col suo lato di eterno bimbo innocente.

Un amante dell’arte, della storia, delle cose belle legate a memorie antiche, da andare a scovare in quella provincia italiana nobile e colta, che alcuni secoli fa aveva espresso un’eccellenza mondiale fatta di casati e signorie, piazze, palazzi, monumenti unici invidiati e ammirati dall'universo mondo.

E poi – nel corso del documentario - si finiva nei luoghi di ristorazione locale, alla ricerca di prelibatezze tipiche e di ghiottonerie che venivano inquadrate, anche loro, nel contesto culturale e storico del territorio analizzato. Perché Daverio aveva capito che bisogna nutrire sì mente e cuore, emozioni e intelletto, ma che anche lo stomaco reclama la sua parte, realizzando una sintesi perfetta di spiritualità e carnalità, di sacro e profano. Perché come dice un detto popolare, è la pancia piena che fa cantare!

Allora Philippe, andiamo a mangiare un bel piatto di minestra in quella piccola e squisita trattoria di campagna della Bassa, che sai tu?

Ugo De Santis

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