B4C: un progetto di valore sociale e di prossimità

Sociale
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Intervista a Silvana Fusari di PMG Italia.

Racconta ai nostri lettori chi sei e quale mansione svolgi nella PMG Italia?

Sono Silvana Fusari, responsabile delle relazioni esterne di PMG Italia, che è una Società Benefit, ad impatto positivo e sono altrettanto responsabile del progetto: Bologna for Community, progetto di responsabilità sociale di PMG Italia, del Bologna Football Club e dell’Associazione Io sto con Onlus.

Bologna for Community, di cui sei organizzatrice e promotrice, che cos’è e come si sta sviluppando?

Bologna for Community, è un progetto di responsabilità sociale della PMG Italia e tutte le attività sono volte al benessere della comunità, all’equità sociale e alla responsabilità; tematiche che rivolgiamo anche nell'ambito ambientale. Il progetto nasce nel 2019 da una storia vera, un racconto toccante, che riguarda una persona con disabilità che abbiamo conosciuto per caso e che ci siamo ritrovate ad accompagnare lo Stadio dall'Ara di Bologna. A seguito di questa esperienza, abbiamo deciso di raccontare questa storia e valorizzarla a livello sociale, perché lega l'ambito della disabilità ai colori e alla passione per una squadra, quella del Bologna Fc, a cui abbiamo portato un video che raccontava quello che facevamo per questa persona e cioè che ad ogni partita in casa andavamo a prenderla in Stazione, la portavamo allo Stadio e, finita la partita, veniva riaccompagna in Stazione.

Abbiamo chiesto alla Società sportiva del Bologna Fc 1909 di avventurarsi con noi in questo progetto e fare un percorso sociale e alla risposta affermativa la PMG ha strutturato una flotta di tre veicoli per l’accompagnamento, su questi tre veicoli possono salire su ognuno fino a tre carrozzine e anche persone con disabilità di altro tipo non soltanto fisica così, dall’ottobre 2019, tutto è inziato; siamo già al quarto anno che il Bologna for Community si occupa di andare a prendere le persone con disabilità a casa per accompagnarle a vedere la partita.

Pulmino Del Bologna For Community

Foto: pulmino del Bologna for Community

Ma non ci siamo fermati qui, perché, poco dopo la partenza del progetto è arrivato il Covid-19 e quindi, come tutti, abbiamo fatto i conti con una realtà inaspettata, non ci siamo persi d’animo e abbiamo detto: «abbiamo tre pulmini bellissimi, la disponibilità della comunità» e questo abbiamo fatto supportando il Comune di Bologna nella consegna della spesa, delle mascherine e tante altre cose. Subito dopo arriva la notizia dell’arrivo del vaccino e ci siamo messi a disposizione della ASL di Bologna e, entrando in contatto con la dottoressa Roberta Toschi, raccontandole del progetto, le abbiamo detto: «noi siamo qui!» Qualche giorno dopo l'ASL ci ha affidato l'accompagnamento a fare il vaccino di tutte le persone con anzianità tra gli 80 e 103 anni effettuatolo con i nostri pulmini colorati che hanno la caratteristica di essere vestiti con i colori della maglia del Bologna Calcio.

Abbiamo vissuto momenti molto importanti, accompagnando interi nuclei familiari e anche persone con disabilità a fare il vaccino. Subito dopo questa emergenza siamo stati interpellati per un'altra quella della guerra Russo-Ucraina qui la Questura di Bologna ci ha chiesto supporto e siamo stati la prima struttura che ha accompagnato i nuclei familiari dei profughi di guerra ai centri di accoglienza e, anche questo, è il Bologna for Community.

Possiamo dire che è nato qualcosa di molto bello, la comunità ci riconosce, sa che ci siamo e come ha detto l’Assessore Luca Rizzo Nervo: «Bologna for Community è diventato il progetto sociale di tutti i bolognesi» per cui, passate le emergenze, il B4C è tornato alla sua attività originaria: accompagnare le persone alla partita; poi ci siamo interrogati, perché solo allo Stadio? Accompagniamo le persone a Sotto le Stelle del Cinema quindi a vedere il Cinema in Piazza, insieme agli Amministratori del Comune. E questa è stata una scelta meravigliosa perché ha dimostrato quanto sia importante la collaborazione in rete tra l'Ente Pubblico, gli enti del Terzo Settore e le realtà produttive della nostra comunità cittadina.

In seguito abbiamo incominciato ad accompagnare persone di una certa età, che risiedono nelle RSA, col desiderio di fare una gita al mare, ci hanno chiamato e abbiamo portato diversi nuclei di persone con disabilità e anzianità della Fondazione Sant’Anna e Santa Caterina al mare e, di recente, abbiamo accompagnato 51 nonni di cui 37 in carrozzina ai Giardini Margherita a fare un pic-nic molto speciale perché abbiamo coinvolto la squadra femminile del Bologna; sono venute quattro giocatrici che hanno giocato con i volontari, con i nonni che hanno lanciato la palla insieme a queste meravigliose atlete.

Chi sono i sostenitori di questo progetto ed è possibile replicarlo in altre città con la stessa formula?

Il Bologna for Community è strutturato dalla PMG Italia ed è supportato dai volontari dell'Associazione Io sto con Onlus poi ci sono alcune realtà produttive del territorio che si sono unite a noi fin da subito, quando cioè hanno capito l'importanza del valore sociale e di prossimità di questo progetto; ci supportano Cantarelli Group che è stata vicina dal primo giorno, poi Coloplast, Conad Nord Ovest, BPER Banca, UniSalute, il Centro Bologna Clubs e la Aleo Film ed altri. Tutti vivono anche la passione per il calcio ma non solo, nutrono il desiderio di partecipare non solo sostenendoci economicamente ma frequentando la progettualità e come? Lo facciamo attraverso il programma: “Volontario per un giorno” che ci ha consentito di avvicinare i giovani al mondo del volontariato, lo hanno fatto anche altre persone come ad esempio Monsignor Zuppi e quindi il progetto è sostenuto dalla comunità stessa. Finalmente qualcosa sta cambiando.

Volontari Per Un Giorno Con Silvana

Foto: Silvana Fusari con i Volontari per un giorno

Secondo te è possibile promuovere il progetto B4C anche a livello regionale, territoriale, in altri contesti cittadini e se sì cosa occorre per organizzarlo utilizzandolo come modello?

Il Bologna for Community ci ha fatto crescere da tanti punti di vista, PMG Italia che faceva già progetti di accompagnamento sociale su tutto il territorio nazionale, è stato il primo invece di responsabilità sociale, quindi lo cura dall'inizio alla fine grazie anche alla collaborazione dell’Associazione Io sto con Onlus ed i suoi favolosi volontari.

Ci siamo interrogati su questo argomento e posso dire, come buona notizia, che a breve partiremo su Verona con lo stesso tipo di progettualità, che però avrà una modalità leggermente diversa rispetto a quella del B4C di Bologna, qui siamo in casa e da vicino possiamo curare tutto, mentre con le Asl Verona, PMG porterà avanti il progetto con Io sto con Onlus che, a sua volta, sarà supportato da Auser Verona. Anche qua è preminente la rete di realtà del Terzo Settore, realtà economiche che fanno il bene della comunità e le istituzioni e quindi sì verrà replicato e, speriamo a breve, anche in altre realtà della nostra regione. Cercheremo di aprirci anche ad altre discipline sportive ed a mantenere un‘attenzione verso la cultura. In tal senso abbiamo già fatto accompagnamenti anche verso la musica, le tradizioni, il cinema (e lo sai perché sei stata con noi in prima persona), ma anche alla convivialità. Abbiamo portato i nonnini in Centro Storico a fare una passeggiata e in Salaborsa a prendere il te e questo assieme ad alcuni consiglierei comunali che si sono resi disponibili a fare da volontari.

Quanto è cosa pensi che le Aziende Profit possano fare per il mondo della disabilità e delle persone fragili e, questa domanda, è anche un po' a margine del Disability Pride che c'è stato di recente a Bologna nel senso, vediamo che il mondo del volontariato è abbastanza presente ma le Imprese cosa possono fare per promuovere questo tipo di progettualità?

Il Disability Pride 2023 è stata una grande occasione per far conoscere il mondo della disabilità, perché la disabilità è progettualità e comunità. Le Aziende Profit, come la nostra, hanno in sé il valore, la necessità di far del bene alla propria comunità, per questo teniamo tanto al bene comune, all’equità sociale e alla responsabilità. Si può fare tanto perché noi lo facciamo già, ad esempio, con un altro progetto che si chiama “Città ad impatto positivo”. Questo progetto contiene diversi altri mini progetti legati all'ambito dell’accompagnamento sociale e quindi progetti di mobilità dove, grazie a questi pulmini attrezzati, tante realtà del Terzo Settore riescono a mettersi a disposizione delle persone con disabilità per fare gli accompagnamenti e non solo per le cure; la persona con disabilità può vivere così la comunità e quindi mirare all’integrazione e all’inclusione.

Roberta Toschi E Silvana Fusari Al DAS

Foto: da sinistra Roberta Toschi e Silvana Fusari al Disability Pride 2023

Poi abbiamo un progetto legato all'educazione civica portato avanti proprio in prima persona dal nostro AD, Dottor Marco Mazzoni, che condividiamo nelle scuole superiori dove raccontiamo cosa significa essere una Società Benefit, che cosa significa poter creare un impatto positivo sulla comunità nella quale viviamo. Questa è responsabilità delle Società Profit, parlare con la propria comunità, parlare con i suoi giovani, spiegare loro il valore di un progetto sociale, di un progetto ambientale e da questo punto di vista per noi è stata veramente una gioia in questi ultimi due anni. I ragazzi rispondono, i ragazzi ascoltano, i ragazzi elaborano e collaborano, tutto questo è meraviglioso, siamo riusciti a creare insieme ai giovani, progetti che poi sono stati messi in atto a favore, non solo di persone con disabilità, ma anche della propria comunità e quindi, dove persone con disabilità insieme agli studenti, riescono a costruire qualcosa.

Mi viene in mente l'autostrada delle api, un’area che aveva perso il nutrimento delle api, perché le api sono fondamentali per il nostro futuro. Bene, grazie a quel progetto con i giovani, siamo riusciti a popolare un’area con le api riqualificandola in modo veramente sostenibile. Tutte le attività che le Aziende Profit oggi fanno, devono avere una visione d’insieme sostenibile, l’Agenda 2030 ce l’ho dice, è impellente la collaborazione e aiutare alla co-progettualità, perché citando un importante slogan: “insieme possiamo”.

Cosa vuoi aggiungere per concludere?                                             

Non stanchiamoci di raccontare le “nostre esperienze”, riprendendo così quanto è merso durante il Convegno del Disability Pride Bologna tenutosi al DAS - Dispositivo Arti Sperimentali di Bologna. È bello ricordare la parata, però per me, e ci tengo a dire questo, è importante ricordare le esperienze che sono state portate all’attenzione della comunità in quell’occasione. Questo è fondamentale e quindi: conosciamoci, diamoci la mano, parliamoci, raccontiamoci le esperienze e facciamole nostre, replichiamole, perché ci sono modelli virtuosi che vanno ascoltati e tenuti in considerazione per fare ancora di più del bene.

Giusy Carella

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