Studenti italiani troppo stressati? Indaghiamo sui motivi

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Gli studenti delle scuole italiane vivono l’impegno scolastico con troppa paura e ansia ma perché succede?

I ragazzi italiani in età scolastica sono tra i più stressati in Europa, addirittura è stata l’OMS a lanciare l’allarme e questo succede perché li si chiede una “performance” eccessiva da parte degli insegnanti ma anche delle famiglie così con il passare del tempo perdono il gusto e la voglia di imparare. Ad esempio il momento del colloquio coi genitori è un momento durante il quale viene fuori di tutto; a volte si intavolano delle discussioni tra docenti e genitori riguardo alla media dei voti o ai crediti scolastici, argomenti comuni giusti da trattare ma possono venir fuori anche le ansie degli alunni, il loro modo di vivere la scuola.

Si scopre che molti non mangiano più, dormono poco perché si staccano dai libri a notte fonda o si alzano troppo presto per ripassare una lezione che di sicuro non riusciranno a imparare in così breve tempo, soffrono di una vera ansia da prestazione e provano un senso di inadeguatezza che alla fine li colpisce anche fuori dalla scuola. Credono di essere dei falliti, di sbagliare in ogni cosa che fanno e così poi litigano coi genitori, liti furiose che alcune volte li portano ad allontanarsi da casa oppure non riescono ad avere un buon rapporto neanche coi compagni di classe perché per riuscire a far meglio vogliono primeggiare e ciò li porta ad assumere un comportamento odioso, non passano gli appunti, non aiutano chi è in difficoltà.

Foto Studentessa Seduta Stressata


Oppure si è visto che molti si auto puniscono, si mettono in castigo, non praticano più sport, non escono con gli amici, niente TV o cellulare insomma credono di dover espiare le loro presunte mancanze e per farlo si privano di ciò che più amano, perché così credono di rimediare al danno che credono di aver fatto. È capitato che delle ragazzine svenissero in classe prima di un compito o un’interrogazione oppure piangessero durante la ricreazione perché magari avevano preso un brutto voto e già si immaginavano la reazione dei genitori, una reazione che loro di sicuro pensano negativa al massimo e che invece molte volte, non è così.

Non è chiaro se questo comportamento sia dovuto a voglia di essere i migliori o perché si è ambiziosi ed è altrettanto vero che ci sono genitori che pretendono molto dai figli, ogni loro sbaglio viene vissuto come una tragedia, vengono colpevolizzati e in questo modo però si rischia di far naufragare la loro passione per lo studio, per certe materie. La cosa che invece i genitori dovrebbero fare è stare vicino ai ragazzi, aiutarli a gestire gli insuccessi e i fallimenti perché ne capiteranno tanti nella vita e il mondo del lavoro sarà ancora più duro e difficile, non devono farli sentire sotto pressione anche se questo non vuol dire non farli assumere le loro responsabilità.

Bisogna aiutarli con pazienza, cercando di insegnarli che gli sbagli vengono commessi da tutti, ma non bisogna farne un dramma; la scuola, dalle elementari all’Università è così, è un percorso che può essere pieno di ostacoli ma va affrontato con sicurezza e decisione perché non è altro che un anticipo della vita vera.

Valentina Trebbi

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