Il processo di revisione della Direttiva sulla rendicontazione di informazioni non finanziarie

Economia
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Quali gli obiettivi, gli scopi e le possibili strade per la revisione della Direttiva?

Con l’obiettivo di migliorare la qualità e quantità delle informazioni non finanziarie diffuse dalle imprese, il 15 novembre 2014 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità (Direttiva 2014/95/UE) che impone alle imprese che rientrano nei criteri stabiliti dalla Direttiva di redigere una dichiarazione di carattere non finanziario contenente informazioni sulle politiche ambientali, sociali, attinenti al personale, sui diritti umani e lotta alla corruzione attiva e passiva. La Direttiva ha inteso sottolineare come la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario possa contribuire a misurare, monitorare e gestire i risultati delle imprese e il relativo impatto sulla società, incentivando la costruzione di sistemi di gestione maturi per l’integrazione della sostenibilità nelle strutture aziendali.

In questo modo, alle aziende è stato chiesto di dare “disclosure” rispetto determinati aspetti della sostenibilità volti a garantire la comprensione delle iniziative imprenditoriali, il loro andamento, i risultati e l’impatto prodotto, andando oltre i tradizionali dati contabili. L’intenzione è quindi stata duplice: da una parte offrire agli investitori un’informativa più completa rispetto la sostenibilità dei loro investimenti e dall'altra offrire informazioni rilevanti per gli Stakeholder permettendo quindi una riflessione rispetto l’impatto sulla società e sull'ambiente generato dalle imprese. 

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Immagine: Web Design and Development

Negli ultimi anni, su spinta anche della normativa europea, si pertanto è assistito ad un trend crescente da parte delle grandi imprese europee nella rendicontazione di informazioni non finanziarie. Infatti, l’obbligo di includere la rendicontazione delle informazioni non finanziarie tra i documenti di bilancio ha interessato più di 6.000 grandi aziende e gruppi in tutta l’Unione Europea. Tuttavia, il quadro europeo è rimasto molto disomogeneo per qualità e quantità delle informazioni diffuse dalle imprese. 

In un simile panorama, lo scorso 11 dicembre 2019, nell'ambito del Green Deal Europeo, la Commissione Europea ha annunciato la revisione della Direttiva sulla Rendicontazione Non Finanziaria prevista per il quarto trimestre 2020. Anche a fronte della situazione attuale e dalle evoluzioni dello scenario in atto (crisi sanitaria e climatica hanno - come si è assistito - impattato fortemente sugli andamenti dell’impresa) vi è sempre più la necessità di comprendere meglio i rischi finanziari derivanti dalle crisi di sostenibilità, comprendere quali son i modelli organizzativi attuati per gestire le emergenze e come le imprese possano affrontare attivamente problemi sociali e ambientali. Ne deriva l’esigenza di avere informazioni affidabili, comparabili e pertinenti su rischi, opportunità ed effetti per la sostenibilità, in un’ottica di trasparenza e accuratezza. 

Per chiarire il contesto e delineare il quadro delle possibili azioni e il loro potenziale impatto, nella fase preparatoria alla revisione legislativa, la Commissione Europea ha pubblicato lo scorso 30 gennaio 2020 un inception impact assessment su cui è stato chiesto agli Stakeholder di esprimere il proprio parere rispetto a tre possibili scenari di azione:

1. Proseguire con l’approccio attuale, ovvero accompagnare le imprese nel processo di rendicontazione secondo quanto previsto dalla Direttiva attraverso non binding guidelines, che andrebbero aggiornate e/o integrate con guidelines su tematiche specifiche. 

2. Valutare l’utilizzo di standard. L’UE potrebbe, ad esempio, appoggiare uno standard esistente sulla rendicontazione non finanziaria il cui utilizzo rimarrebbe comunque a discrezione delle imprese. 

3. Rivedere e rendere più stringenti le disposizioni della Direttiva, anche attraverso una revisione dello scopo (sia aggiungendo alcune categorie di imprese attualmente non incluse o escludendone alcune incluse), o attraverso la definizione più specifica di quali informazioni debbano essere rendicontate.

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Immagine: logo di Impronta Etica

A meno di un mese dalla pubblicazione dell'inception impact assessment, la Commissione Europea ha pubblicato la consultazione pubblica sulla revisione della Direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, aperta il 20 febbraio 2020 e conclusasi l’11 giugno 2020. La consultazione mirava sia a raccogliere le opinioni degli Stakeholder ed i dati utili a valutare costi e benefici dei diversi scenari di azione identificati dalla Commissione Europea che raccogliere i pareri su specifiche questioni come il principio di materialità, il processo di assurance, gli impatti sulle PMI e il ruolo delle agenzie di rating e dei data providers. 

Anche Impronta Etica ha deciso di rispondere a tale consultazione coinvolgendo i suoi associati e aprendo una proficua riflessione rispetto le prospettive future della rendicontazione non finanziaria. 

Le risposte di tale consultazione saranno un passaggio fondamentale del processo di revisione della Direttiva nell'ordine di favorire il progresso verso un sistema finanziario sostenibile, che implementi strategie e risultati sul lungo termine connessi agli aspetti caratterizzanti la sostenibilità. La revisione stessa, d'altronde, permetterà di supportare le imprese nel loro percorso di crescita verso un operato sempre più responsabile e integrato con il contesto sociale e ambientale nel quale si collocano, secondo logiche di sviluppo sostenibile ed inclusivo.

A cura di Impronta Etica

Impronta Etica è un’associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per
la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della Responsabilità Sociale d'Impresa (RSI).

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