Nuovo modello di lavoro: come adeguarsi?

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La trasformazione dei contesti lavorativi ed i cambiamenti che le imprese devono affrontare.

La pandemia non è soltanto un’emergenza sanitaria, ma ha avuto e continua ad avere ripercussioni importanti sul lavoro. In modo particolare, la pandemia ha cambiato il nostro modo di lavorare rivoluzionando conseguentemente i processi organizzativi, i sistemi di gestione del personale e le relazioni persona-lavoro-azienda

La spinta emergenziale causata dalla pandemia ha costretto molte organizzazioni a adottare un nuovo modello di lavoro: il cosiddetto Smart Working. Questo ha rappresentato per molti lavoratori e imprese una novità assoluta e una trasformazione profonda del modo di lavorare e di vivere, mentre altri avevano già avuto la possibilità di sperimentare prima della pandemia sia i vantaggi che gli svantaggi di lavorare senza una prossimità fisica, interazioni faccia a faccia e controllo diretto.

Nuovo Modello Di Lavoro

Immagine: disegno di nuovo modello

Con il perdurare della situazione pandemica e con la acquisita consapevolezza dei benefici dello Smart Working, molte aziende hanno già annunciato l’inserimento dello Smart Working in maniera più strutturale al proprio interno e, in alcuni casi, in maniera permanente consentendo dunque al personale di lavorare da altri luoghi anche dopo la pandemia. Le percezioni sui lavoratori sono differenti e dunque l’azienda si trova spesso di fronte a due esigenze diverse: da una parte, la voglia di ripristinare la normalità secondo i vecchi e tradizionali schemi, dall’altra le richieste di chi non è disposto a tornare a quella normalità. 

Inoltre, lo Smart Working e la gestione tradizionale non sempre trovano un punto di incontro. Il lavoro a distanza cambia infatti il modo di gestire i dipendenti rendendo sempre più evidente l’importanza di passare da un’organizzazione basata sul controllo a una fondata sulla fiducia. Il tempo per compiere un lavoro e la presenza non sono quindi più elementi essenziali per valutare le performance lavorative, ma è necessario focalizzarsi sugli obiettivi puntando sulla responsabilizzazione del personale

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Immagine: Logo dei 20 anni di Impronta Etica

Per fare in modo che il lavoro a distanzia sia efficace, questo non deve essere semplicemente concepito come una nuova prospettiva spazio-temporale del lavoro, ma come un progetto di cambiamento organizzativo. Più nello specifico, non bisogna soffermarsi, ad esempio, di capire gli orari di ingresso o le tecnologie di supporto per lavorare da remoto, ma con l’adozione dello Smart Working cambiano i processi, i flussi di conoscenza, le sequenze di attività, fino a trasformare radicalmente il modo di lavorare. 

In conclusione, siamo consapevoli che il modo di organizzare il lavoro e vivere l’attività professionale è cambiato e continuerà a cambiare anche nel futuro. Attraversare in modo consapevole questo periodo di trasformazione significa rivedere i modelli organizzativi per approdare a nuove modalità. Il lavoro a progetto, la gestione in autonomia, l’assenza di controlli continui e la maggiore flessibilità sono alcuni strumenti che possono accompagnare questa transizione

A cura di Impronta Etica

Impronta Etica è un’associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per
la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI).

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