Upskill 4 Future: lo study report del progetto

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I risultati del primo anno del progetto che prepara le persone al lavoro che cambia.

Le nuove tecnologie stanno determinando la nascita di nuovi ruoli lavorativi e il declino di altri: ciò comporta il rischio di fuoriuscita dal mercato del lavoro di un numero importante di persone, con una grave incidenza sulla crescita economica, sull’aumento di disuguaglianze e disagi sociali. Le imprese possono avere un ruolo attivo in questo scenario attraverso l’aggiornamento professionale dei propri dipendenti per poter rispondere alle nuove esigenze di mercato e attraverso l’ottimizzazione della pianificazione del lavoro (e della forza lavoro).

In questo contesto, CSR Europe, insieme ad alcune delle sue National Partner Organisation – tra cui Impronta Etica –, ha deciso di intraprendere un progetto pilota europeo coinvolgendo più di 30 aziende appartenenti a quattro diversi paesi (Francia, Italia, Polonia, Spagna). Il progetto Upskill 4 Future mira a supportare aziende e lavoratori nel diventare “a prova di futuro”, sviluppando la capacità di creare modelli inclusivi di transizioni lavorative nell’era digitale.

Il progetto, dalla durata di due anni e mezzo, si divide in tre fasi principali. Nella prima fase, conclusa nel 2020, le aziende pilota hanno compilato un questionario e sostenuto un’intervista di validazione delle risposte per valutare il loro approccio sul tema. Nella seconda fase, le aziende creeranno un piano d'azione per realizzare i loro progetti pilota con alcuni lavoratori vulnerabili. Nell'ultima fase del progetto, si andranno a elaborare i risultati ottenuti dal piano d’azione.

A un anno di distanza dall’inizio del progetto, CSR Europe ha pubblicato uno study report dal titolo: “Company readiness for inclusive workforce transitions” che va a identificare i principali risultati ottenuti dal progetto fino ad ora. Dal questionario compilato dalle imprese pilota è emerso che non tutte hanno un approccio specifico rivolto ai lavoratori vulnerabili, ovvero i dipendenti che potrebbero essere minacciati dall'automazione e dalla digitalizzazione. Per molte imprese, infatti, i dipendenti a rischio non rappresentano ancora una priorità nella pianificazione strategica, nei programmi di formazione o nella mobilità.

Future Of Work

Immagine: lavoratrice proiettata nel futuro

Lo study report identifica inoltre alcune raccomandazioni che le imprese dovrebbero seguire per approcciare in maniera più efficace il tema dell’upskilling. In modo particolare, le raccomandazioni sono state suddivise nelle seguenti sezioni:

  • AWARENESS Collaborare con altre organizzazioni e abbracciare una cultura interaziendale per lo scambio di migliori pratiche circa il tema dell’upskilling può essere un modo efficace per cambiare la mentalità di un'azienda e quella dei suoi dipendenti riguardo al futuro del lavoro.
  • PIANIFICAZIONE STRATEGICA DELLA FORZA LAVORO Progettare piani aziendali sul medio e lungo termine permette di affrontare i megatrend che hanno un impatto sulla forza lavoro. Pertanto, le aziende dovrebbero considerare lo sviluppo e l'adozione di una skill matrix per identificare le lacune di competenze dei propri dipendenti e monitorare attivamente il loro sviluppo.
  • DIPENDENTI A RISCHIO Le aziende dovrebbero impegnarsi maggiormente per mappare e identificare i gruppi di dipendenti a rischio con l’obiettivo di attuare delle azioni mirate rivolte a questi tipi di lavoratori.
  • FORMAZIONE Le imprese dovrebbero concentrarsi sulla formazione non solo delle hard skills, ma anche delle soft skills. Inoltre, le imprese dovrebbero garantire una formazione specifica ai dipendenti ritenuti più vulnerabili.
  • COMUNICAZIONE È necessario che le imprese migliorino i loro sistemi di comunicazione interna per diffondere maggiore consapevolezza circa l’importanza dei temi dell’upskilling. Importante è anche il mantenimento di un dialogo attivo con gli stakeholder esterni all’impresa.

Per maggiori approfondimenti e dettagli si rimanda allo study report di CSR Europe “Company readiness for inclusive workforce transitions”, consultabile al seguente link

A cura di Impronta Etica

Impronta Etica è un’associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per
la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI).

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