Laboratorio di scrittura creativa Nº6

Scrittura
Tipografia

La vita è illogica; invece, l’Arte è logica, nel senso che necessita di regole. Ciò vale naturalmente anche per la Scrittura, che non è a caso.

Occorre avere un progetto narrativo, in cui inserire i vari elementi della storia, una linea strategica, un criterio, puntando all’obbiettivo da raggiungere, anche se non in modo rigido. Il percorso muta in continuazione. A volte, gli imprevisti rappresentano dei vantaggi. La strategia non deve essere né inesistente né eccessiva. Per strategia mirata si intende una guida d’azione coerente che guidi nelle scelte dei vari elementi e di ogni parola. Ề il canovaccio o scaletta o schema o cornice o insieme delle procedure per creare un valido modello narrativo. Lo scrittore, la scrittrice hanno la responsabilità della coerenza, logica e credibilità della propria creazione. La vita è caotica; l’Arte è precisa, ha una struttura di causa- effetto, ha un inizio, un centro e una fine. L’opera narrativa è un’illusione, però in relazione con la vita reale, anche se può essere paradossale e assurda. Un po’ come accade anche nel Teatro, nella Poesia e nell’Architettura.

Per raggiungere l’equilibrio occorre conoscere: dove inizia la storia; il collegamento con il finale; gli obbiettivi intermedi a breve termine; l’adeguamento alle nuove condizioni che si presentano; la revisione al termine della prima stesura. Un taccuino (o diario o album) può essere utile per raccogliere materiali svariati che possono fornire idee, testi da rielaborare, dettagli da inserire in seguito. La sfida narrativa è il giusto dosaggio fra prevedibilità e sorpresa. Non devono esserci troppe informazioni. Il lettore deve fare supposizioni sbagliate; le tracce devono essere incerte e ambigue e provocare domande, a cui alla fine dare le risposte. Qualcosa di imprevedibile ci sta sempre bene, non solo nel finale. Nella forma attenzione alle cacofonie di suoni e alle rime.

La Letteratura è un’immensa citazione, collegata all’inconscio collettivo, a cui tutti attingiamo. Ci vuole il giusto equilibrio fra imitazione e originalità. Gli schemi o modelli universali (esempio: la fiaba) esistono e hanno sempre una struttura di inizio, parte centrale, epilogo, in cui definire luogo, tempo, personaggi, azione, stile. L’autore/ trice deve unire passato e presente nell’unicità della sua opera.

Va definito uno spazio determinato. I personaggi vanno presentati uno per volta o in piccoli gruppi. Può essere utile la presentazione del protagonista fatta da un altro personaggio. Oppure poche pennellate per il protagonista, dopo avere schizzato ambiente e personaggi secondari. Non si deve essere prolissi ma neanche frettolosi in questa presentazione. Il lettore aspetta l’azione, che fa il carattere del personaggio. Il quesito centrale stabilisce la cornice per la storia. Le domande sono di tipo temporale e causale, per creare suspance e suscitare curiosità. Va bene iniziare nel mezzo dell’azione e poi adoperare i flash-back. Lo stile va definito all’inizio: triste, vivace, ironico, eccetera. Autore e lettore sono uniti dallo schema narrativo, dalla logica dell’intreccio, che costituisce la trama. La trama è un insieme di scene collegate, con uno o più momenti di climax, un eventuale scioglimento e un finale rivelatore. Ogni fase drammatica partecipa allo schema e deve essere trasformata in azione. Quindi creare e ricreare lo schema narrativo: è vero che si chiede al lettore la “momentanea sospensione dell’incredulità” (come diceva Shakespeare per il Teatro), però non bisogna approfittarne! Lo schema dev’essere insieme logico e fantastico. L’inizio dev’essere efficace, coinvolgendo emotivamente autore e lettore, trovando un equilibrio fra la descrizione dell’azione presente e quella descrittiva dello sfondo. La Letteratura crea un intero mondo: in questo bisogna avere una fede incrollabile.

S.G.L.

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