Laboratorio di scrittura creativa N°4

Scrittura
Tipografia

Oggi parliamo di stile. Si scrive così come si è: bisogna crearsi uno stile personale, lavorando sulle sfumature e sui dettagli, provando e riprovando.

L’arte della scrittura è la capacità di comunicare agli altri il proprio modo di vedere il mondo. Lo stile rappresenta il linguaggio dell’opera, costruisce i personaggi ed è in funzione del contenuto, in un “ecosistema” narrativo coerente, in cui ogni elemento si integra con gli altri. Occorrono un progetto e un metodo. L’interazione è fra sei elementi: azione- sviluppo- protagonista- tema- contesto- espressione. Ogni scelta consapevole di uno di questi influenza gli altri.

Forma e contenuto devono andare di pari passo ed essere ambedue validi e curati. Il linguaggio dev’essere preciso, chiaro, non faticoso. Non si impara a scrivere studiando la grammatica, ma usandola in modo vivo per comunicare e per esprimersi. Le parole devono avere una certa musicalità e lo stile dev’essere essenziale, così come l’azione. Meglio adoperare solamente nomi, anche senza verbi, piuttosto che un eccesso di aggettivi e di avverbi, di cui scrivere soltanto quelli necessari. Valide le rapide pennellate, però anche la ripetizione di vocaboli e l’uso di metafore possono essere funzionali. Lo scrittore/ trice è un professionista delle parole, che assorbono odori e sapori, che esprimono un significato ma anche comunicano un’emozione.

I termini più comuni possono essere usati in modo insolito, in tutte le loro sfumature. Le frasi (rappresentate dall’esistenza di un verbo) sono schemi essenziali di pensiero e forniscono il ritmo della narrazione. Le frasi brevi sono incisive e drammatiche; quelle lunghe, solo se necessarie, sono riflessive e pacate. Fra loro devono essere in equilibrio. Se riusciamo a leggere una frase senza riprendere fiato è la lunghezza giusta. 

Il racconto deve contenere un effetto sorpresa, non fornito troppo presto, anche se gli indizi sono disseminati via via. Quando si parla dell’interiorità di un personaggio, bisogna seguire l’andamento dei suoi pensieri, che non è quello della reale spontaneità. Nei confronti dei personaggi, che possono scegliere da soli le loro azioni, l’autore/ trice assume un atteggiamento elastico tollerante ma fermo insieme. Occorre scrivere solo di quello che si conosce bene, oppure documentarsi ampiamente e curare ogni particolare, senza fretta. Scrivere è un atto d’amore: più ci sono idee e tempo più migliorerà il risultato. Il primo passo è la stesura; il secondo è la revisione. La struttura del racconto parte da una situazione in medias res; seguita da una complicazione e dalla sua risoluzione: i tre movimenti devono essere equilibrati, in un movimento circolare. La vicenda può essere semplice: sono i dettagli a dare vita alla storia. L’originalità consiste nel vedere in modo nuovo vecchi schemi, con profondità e con precisione. La scrittura deve costituire una “cellula ritmica”, fedele in tutta la storia, se pur con varianti, che faccia riconoscere una particolare “voce” narrativa. Va affrontata con serietà e con scrupolo: vale la pena di dedicare ad essa le migliori energie, perché alla fine si verrà ripagati di tante pene e sacrifici! Le parole, oltre tutto, salvano in senso terapeutico e psicanalitico.

 S.G.L.

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