Il giardino segreto

Inclusione
Tipografia

Sabato 9 febbraio Bologna ospita il convegno nazionale sulla lettura e il libro accessibile a cura del CDH.

Il giardino segreto è un fiorire di molti piaceri da incontrare da soli, senza indicazioni e
ricompensa in modo particolare chi sa lasciare da parte le teorie su ciò di cui un bambino ha
bisogno, su ciò che vuole o realmente, segretamente, è”.

Alice Sebold

Prende il nome dallo storico libro di Frances Hodgson Burnett, Il giardino segreto, il convegno nazionale sulla lettura per tutti e il libro accessibile a cura del Centro Documentazione Handicap di Bologna, sabato 9 febbraio, dalle ore 10:00 alle ore 17:00, da Piazza Maggiore ad alcuni degli spazi più inclusivi del centro città.

Il convegno, che nasce dalla collaborazione della Biblioteca Ragazzi del CDH e della Coop. Accaparlante con l'Istituto dei Ciechi F. Cavazza, la Fondazione Gualandi, la redazione Bandiera Gialla e il gruppo di educatori, attori e musicisti di Storie per Tutti, si rivolge a insegnanti, operatori, bibliotecari e a tutti coloro che desiderano approcciarsi in modo approfondito agli strumenti offerti dal libro accessibile e modificato. 

Il Giardino Segreto. Illustrazione Di Attilio Palumbo

Immagine: Il giardino segreto.
Illustrazione di A. Palumbo
 

Due i momenti previsti: la mattina, dalle 10:00 alle 13:00 in Cappella Farnese a Palazzo d'Accursio (Piazza Maggiore 6), per un momento di riflessione in plenaria sul tema con docenti, architetti ed editori, il pomeriggio, dalle ore 14:30 alle ore 17:00, cinque laboratori tematici per esplorare da vicino forma e uso dell'oggetto libro. I partecipanti potranno scegliere di sperimentarsi con il libro tattile e in CAA, in collaborazione con Museo Tolomeo e Librarsi-laboratorio Accaparlante presso l'Istituto dei Ciechi F. Cavazza (via Castiglione 71), oppure cimentarsi con il silent book, il metodo Easy To Read, e il linguaggi plurali della narrazione, insieme agli insegnanti del Gualandi, Bandiera Gialla e Storie per Tutti  presso la Fondazione Gualandi (via Nosadella 47). 

QUI le informazioni per iscriversi agli ultimi, pochissimi, posti disponibili.

Un successo, quello de Il giardino segreto, in parte inatteso dai curatori, che ci tengono ora a sottolineare alcune tendenze in atto, come la curiosità crescente da parte della scuola verso l'uso creativo di strumenti nati per rispondere a bisogni specifici. Un passaggio fondamentale, per insegnare ai bambini e ai ragazzi a spostare l'attenzione dalla relazione e l'incontro con il deficit a quello con la diversità nel suo complesso.

Abbiamo chiesto a Roberto Parmeggiani, presidente del CDH e moderatore della plenaria, di raccontarci qualcosa in più sulle novità di questa proposta e soprattutto perché oggi parlare di libero accesso alla cultura non è una moda ma una necessità.

Roberto, che cosa intendiamo quando parliamo di “libro accessibile”? Che cosa ci permette di fare? Perché questo strumento è così attuale?

Il libro accessibile è uno strumento che può permettere alle persone svantaggiate o fragili, con difficoltà sensoriali, cognitive o in stato di povertà educativa, di avere un libero accesso alla conoscenza. Se noi prendiamo questo concetto e lo portiamo nel sistema sociale più ampio l'obiettivo è sempre lo stesso, permettere cioè a un numero sempre maggiore di persone di avere accesso alla cultura attraverso lo strumento della lettura e del libro che tra tutti gli strumenti è quello che più di altri permette un incontro con i contenuti più approfondito e insieme più libero, perché capace di attivare la riflessione e il ragionamento, oltre che di insegnare a comparare.

Libri Tattili

Foto: Libri tattili 

Valorizzare questo tipo di comunicazione è ora importante perché purtroppo viviamo in un tempo abbastanza preoccupante, nel quale l'accesso alle informazioni è diventato già in parte un problema. Più le persone sono disinformate e incapaci di riflettere su quello che succede e di andare oltre l'apparenza più le persone diventano governabili nel senso negativo del termine, gestibili, indirizzabili e soprattutto senza la capacità di comprendere il contesto che le circonda. Tutto questo porta a ragionare per ipersemplificazione, cosa che non è mai stata una grande arma per la crescita di una società ma, anzi, la causa di gravi danni sociali, culturali e politici.

Durante la mattinata sarà dato spazio agli interventi di professionisti di vari settori, alcuni dei quali non direttamente legati al mondo dell'educazione. Chi sono e intorno a quali temi ci condurranno? Perché avete scelto di ampliare la prospettiva?

È stata una scelta meditata e fortemente voluta perché il tema dell'accessibilità non riguarda solo l'area educativa e sociale in senso stretto ma anche quella culturale in senso più ampio. Ascoltare voci che provengono da percorsi diversi permette di costruire una riflessione più estesa, oltre che più interessante.

Aprirà lo scrittore e insegnante Eraldo Affinati, al quale abbiamo chiesto un intervento sul perché oggi è importante la cultura accessibile proprio in rapporto a ciò che ti ho raccontato prima. Poi abbiamo invitato un architetto, Marco Muscogiuri del Politecnico di Milano, che si occupa da un po' di anni di biblioteche e ragiona su come la biblioteca può diventare davvero un luogo accessibile a tutti, sia attraverso l'organizzazione degli spazi e la costruzione degli edifici sia l'innovazione tecnologica. Insieme a loro Elena Corniglia, consulente Area Onlus di Torino e ricercatrice, ci racconterà come il libro diventa accessibile nel momento in cui incontra il pubblico, proprio perché i libri accessibili nascono per rispondere alle esigenze dei singoli lettori. Infine Elvira Zaccagnino della casa editrice La Meridiana, che racconterà l'esperienza che come Cooperativa e Associazione stiamo portando avanti insieme all'interno della collana editoriale Parimenti, libri accessibili per adolescenti, una fetta di mercato che ci siamo accorti mancare e su cui ci sembrava importante investire. Conclude ponendo questioni importanti Elisabetta Cremaschi, libera docente di Pedagogia delle Narrazioni, che ci proporrà una riflessione sui temi, sui contenuti che nel libro scegliamo di portare. Esistono cioè dei temi inaccessibili oppure l'accessibilità del tema dipende da come noi lo proponiamo?

Nella parte laboratoriale invece, nella seconda parte della giornata, un po' nello spirito di rete che ci contraddistingue, abbiamo scelto di coinvolgere soggetti che in città già lavoravano sul libro accessibile sotto varie declinazioni, quella tattile all'Istituto dei Ciechi Cavazza e quella del libro senza parole alla Fondazione Gualandi. Si tratta di realtà con cui come Centro di Documentazione eravamo già in contatto, impegnati insieme in un progetto di mappature sostenuto dal Comune e dedicato all'accessibilità dei musei del territorio. Le realtà, oltre a mettere a disposizione dei partecipanti le loro sale, condurranno dei laboratori in linea con le proprie specificità, al Gualandi in particolare il silent book verrà proposto come strumento didattico prima ancora che inclusivo.

Grazie a il laboratorio Librarsi, condotto a scuola dal gruppo di educatori e animatori con disabilità del Progetto Calamaio, avete portato il libro in simboli nelle classi, con un riscontro molto positivo da parte dei bambini e dei ragazzi...

Usare uno strumento creativo, come di fatto è il libro in simboli, che trasforma la scrittura classica in un'altra cosa ,pur mantenendo la base della scrittura, è al fondo inventare qualcosa di nuovo. Giocare poi con la tecnologia, in particolare con il libro modificato e la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), che prevede l'uso di un programma, attiva e stimola l'attenzione di tutti gli studenti in generale ma ancora di più di quelli che hanno nel libro e nella scrittura classica uno dei primi ostacoli all'accesso alla cultura, o ancor prima, alla conoscenza e alla comunicazione. Il libro così come noi lo concepiamo è uno degli oggetti più inaccessibili per chi, per esempio, non possiede una conoscenza approfondita della lingua, dallo straniero che non parla bene l'italiano, che è sicuramente l'esempio più lampante, ma anche per gli altri studenti. Appartiene infatti a molti la difficoltà di comprendere un testo semplice, anche un articolo breve. 

Linguaggi come questi, che invece mi permettono di accedere al libro attraverso una porta di ingresso secondaria, attivano più facilmente ragazzi che qui hanno sempre trovato un ostacolo, facendo leva sulla loro curiosità leva e sul fatto che in quel momento ce la possono fare, che hanno un'opportunità effettiva di comprendere. Il desiderio e la voglia di farlo, che magari sono solo sopiti dietro le proprie difficoltà ma non sono assenti, si muovono di conseguenza. E qui si aprirebbe una riflessione ulteriore, su come cioè noi giudichiamo chi abbiamo di fronte, uno studente, una persona che apprende, unicamente in base a come risponde al nostro metodo. Il nostro metodo di insegnamento tuttavia è solo un metodo, non è l'unico e come tale può andare bene a qualcuno ma non a tutti. Sta a noi trovare gli strumenti che permettano a chiunque di raggiungere l'obiettivo e non solo a qualcuno.

Di recente il Cdh e la Coop Accaparlante hanno ricevuto un importante riconoscimento internazionale da IBBY - International Board on Books for Young People della cui rete il Cdh è socio. Quali sono i paesi europei più attivi in questa direzione?

Il Diario Di Anna Frank Parimenti

Foto: il diario di Anna Frank 

Il diario di Anna Frank, il libro in simboli per giovani adulti con disabilità, della nuova collana editoriale Parimenti che ti citavo, edita da Edizioni La Meridiana, è stato selezionato tra i 5 libri italiani scelti per la nuova “IBBY Collection of Books for Young People with Disabilities 2019”. Il libro nasce dalla nostra collaborazione con la casa editrice e Arca Bologna - Comunità L'Arcobaleno e nella sua realizzazione, si è valso anche del diretto contributo di persone con disabilità. Davvero un grande onore e una grande gioia. 

La rete IBBY, ci ha effettivamente permesso di buttare lo sguardo su quello che si muove intorno a noi, tra i nostri vicini europei. La Francia è sicuramente molto avanti rispetto al libro tattile, si producono libri di grande qualità dalla ricerca accurata. Sul silent book invece l'Italia riveste ad oggi un ruolo abbastanza importante, negli ultimi anni si è investito molto su questo, così come in Germania e in Portogallo....

Prossimi step in questo senso per il CDH? So che di recente siete stati contattati da Sheffield....

Siamo stati contattati da una ricercatrice italiana della Scuola di Lingue e Culture dell'Università di Sheffield, la quale ha scelto di presentare a un convegno dedicato ai metodi di traduzione, Translating Thought / Translating Literature, la scrittura in simboli come uno tra i più innovativi, capace di consentire un apprendimento facilitato delle lingue straniere. Siamo stati invitati a presentare il nostro lavoro sulla CAA sperimentato a Bologna con le Scuole Saffi, una sfida e un gioco intrapreso con alunni provenienti da Pakistan, Maghreb, Moldavia, Kossovo, Marocco, Romania, Albania, Cina, fornendo così una buona pratica da utilizzare anche nelle classi multietniche inglesi. Ci stiamo organizzando per dare il nostro contributo, sperando, come sempre, di lasciare traccia del nostro passaggio!

Lucia Cominoli


Per ulteriori informazioni: Fabio Pizzimenti tel. 051/2091355

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