Rigenerazione urbana e architettonica

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A breve disponibili circa 21 milioni di euro per l'edilizia residenziale sociale e pubblica.

In totale le risorse messe a disposizione dal Cipe, nell'ambito della promozione del Programma integrato per l’edilizia residenziale sociale per l’Emilia-Romagna, sono circa 21 milioni di euro. 

È scaduto nei giorni scorsi, precisamente il 17 febbraio 2020, il termine per presentare, da parte dei Comuni interessati, anche su proposta delle ACER territorialmente competenti, le proposte progettuali per una maxi operazione di rigenerazione urbana, architettonica e ambientale, finalizzata ad eliminare le barriere architettoniche negli edifici, a migliorare e ampliare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale sociale e pubblica, attraverso il recupero e la realizzazione di nuove abitazioni e la messa in sicurezza degli edifici esistenti. 

La precedente Giunta regionale aveva infatti approvato una 'manifestazione di interesse' per i Comuni con una popolazione superiore a 50 mila abitanti, per individuare quattro significative proposte che possano utilizzare almeno 5 milioni di euro pubblici cadauno. A tale cifra occorrerà poi aggiungere una quota di cofinanziamento da parte di soggetti locali, pubblici e/o privati, non inferiore al 20% del contributo richiesto.

Grafico Crescita

Immagine: grafico crescita

A seguito della selezione, la Regione comunicherà al Roma, i Comuni individuati da ammettere al finanziamento con il relativo importo del contributo da assegnare, poi con decreto del MIT di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze approverà l’elenco dei soggetti ammessi a finanziamento, verranno definite le procedure, i tempi di realizzazione delle proposte, le modalità di erogazione del finanziamento statale, nonché di monitoraggio dei programmi.

Tale programma straordinario è destinato ad aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili e a migliorare lo stato di quelli già esistenti per migliorare le condizioni abitative delle persone più fragili. Le proposte dovranno anche contribuire ad incrementare la qualità urbana complessiva dei quartieri degradati. 

Tecnicamente gli interventi potranno riguardare il risanamento di alloggi esistenti o la realizzazione di nuovi, da attuare preferibilmente attraverso il recupero di edifici inutilizzati o in seguito all'abbattimento di quelli vecchi.

Bisognerà poi tener conto della sicurezza strutturale degli immobili, tramite l’adeguamento o miglioramento sismico, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’efficientamento energetico.

Giulio Capello 

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