L'ultimo alchimista

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Docufilm su Cesare Mattei, quello della Rocchetta.

Eccomi qui, in presenza del regista Marco Melluso, che insieme a Diego Schiavo ha diretto il film dedicato alla figura del Conte Cesare Mattei (Bologna, 1809 – Rocchetta Mattei, 1896). È presente anche uno degli sceneggiatori della pellicola: Andrea Meli. 

Chiedo ai miei interlocutori di presentarci la loro opera, inizia il regista:              

il titolo provvisorio è “Il Conte Magico” e narra le vicende di Cesare Mattei, inventore dell'elettromeopatia, una forma di omeopatia, con cui trattava diversi malanni. Oggi il Conte è conosciuto ai più soprattutto per la Rocchetta Mattei, un originale castello voluto dal nostro personaggio, situato sull'Appennino Bolognese, nel Comune di Grizzana Morandi. Cesare Mattei nasce in una ricca famiglia di mercanti bolognesi, frequenta intellettuali, politici e personaggi altolocati del suo tempo. Sin da ragazzo si appassiona all'esoterismo e all'alchimia. 

A seguito della donazione allo Stato Pontificio di alcuni territori di famiglia, viene insignito del titolo di Conte, da parte di Pio IX. Dopo la morte della madre, seguita a lunga e dolorosa malattia, si ritira dalla scena pubblica, per dedicarsi allo studio di rimedi naturali, ottenuti dalle piante. Va oltre e sviluppa una forma originale di cura che trae ispirazione dall'omeopatia, di cui realizza una sintesi personale.

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Foto: il Conte Cesare Mattei 

Interviene lo sceneggiatore Andrea Meli:

Ci interessava parlare di un’era di innovazioni scientifiche che contribuiscono al progresso, pensiamo all'elettricità. Queste consentono il superamento di idee legate al passato, alla magia, all'astrologia (che già nella Bologna medievale era molto viva, anche in ambito universitario). In un contesto culturale ricco di fermenti, il Conte crea una serie di rimedi, che riscuotono un successo planetario.

Aggiunge Marco Melluso:

Nel 1869 il Conte è a Roma, dove compie guarigioni miracolose, è osannato dalle folle come un’odierna rock star, è adorato da Pio IX, che gli riconosce doti taumaturgiche. Alla fine dell’Ottocento, esistono oltre duecento depositi di prodotti elettromeopatici, in tutto il mondo. Il grande Dostoevskij lo cita nel romanzo “I fratelli Karamàzov”, quando un personaggio afferma: «… ho scritto al conte Mattei a Milano, che mi ha mandato un libro e delle gocce, che Dio lo benedica!» Allora, come oggi, la medicina ufficiale era iper specialistica, mentre i rimedi del Conte cercavano di affrontare diversi malanni, erano venduti in kit contenenti alcuni flaconi e un libretto di istruzioni per l’automedicazione.

Abbiamo narrato una pagina straordinaria di storia non solo bolognese, ma addirittura europea, grazie a un personaggio importante. Bisogna ricordare anche che Mattei era stato amico di Marco Minghetti, uno dei massimi politici del tempo. Il Conte era un uomo generoso, idealista al punto che i rimedi fino al 1869 erano gratuiti!

Il film è stato completato?                                                                                   

Le riprese sì, ora siamo in fase di post produzione.

E per quanto concerne la distribuzione?                                                           

Sul nostro territorio sarà più facile mostrare il film, in quanto Mattei è piuttosto conosciuto. Poi percorreremo l’ambiente dei Festival nazionali e speriamo anche quelli internazionali, per diffondere un documentario innovativo, a metà tra la finzione e la documentazione storica. Tra gli attori presenti nella pellicola citiamo Antonio Pisu (il figlio dell'indimenticabile Raffaele), i Gemelli Ruggeri, Ivano Marescotti, Roberta Giallo, cantante e performer bolognese, attualmente impegnata in un tour mondiale. Cercheremo anche di trovare un’emittente televisiva che possa trasmettere il nostro lavoro. Inoltre la nostra casa di produzione, la “Genoma Films” ne curerà una distribuzione capillare in Italia e, insieme a case di distribuzione straniere, anche all'estero.

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Foto: i registi e gli attori del docufilm © Photo by Andrea Ranzi

In questi anni mi sembra che l’unica produzione italiana che abbia sfondato all'estero sia quella di Montalbano, forse perché legata a un territorio specifico…

Anche “Gomorra” ha avuto un successo strepitoso e anche questa serie ha una forte caratterizzazione territoriale.

Come si trovano i soldi per girare un film?                                                         

Noi abbiamo partecipato al bando dell’Emilia-Romagna Film Commission. Vincendo, abbiamo ricevuto un fondo con cui iniziare a lavorare. Perciò siamo molto riconoscenti alla Regione, che ha creduto in un film che tra l’altro può valorizzare il nostro territorio, in quanto potremmo dire che appartiene al filone del cine turismo. Infatti la narrazione avviene nei luoghi che hanno ospitato realmente queste figure storiche. A contribuire alle spese sono intervenuti partner pubblici e privati: la Città Metropolitana e il Comune di Bologna, il Comune di Grizzana Morandi, CO.TA.BO., TPER - Trasporto Passeggeri Emilia Romagna.

Maurizio Cocchi

In Redazione Ugo De Santis

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