Il caldo amplifica le diseguaglianze sociali, alimentando solitudine e disagio.
Secondo i dati, in 7 casi su 10 le elevate temperature aggravano le condizioni di povertà, poiché molte persone rinunciano a raffrescare le proprie case per l’alto costo dell’energia.
La “cooling poverty”, l’impossibilità economica di mantenere ambienti freschi durante le ondate di calore, rappresenta una nuova forma di povertà, che coinvolge milioni di italiani, soprattutto nelle aree urbane. La rete di Antoniano, attraverso Operazione Pane, osserva che le temperature estive non creano nuovi bisogni, ma rendono più difficile sostenere quelli già esistenti, aggravando solitudine e disagio sociale.

Foto: frate della Mensa dell'Antoniano
La crisi climatica, unita alla crisi sociale, evidenzia come ambiente e persone siano strettamente connessi, come ricordava Papa Francesco nell’Enciclica "Laudato si’" Nei mesi caldi, la riduzione di servizi, le infrastrutture in crisi e le difficoltà economiche aumentano il rischio di esclusione, soprattutto per anziani e famiglie con bambini.

Foto: volontaria della Mensa dell'Antoniano
Le realtà francescane segnalano un incremento di stanchezza, malori e disagio psichico tra le persone assistite, accentuato dalla mancanza di spazi refrigerati e di supporto adeguato. Per rispondere a questa emergenza, vengono organizzate attività estive di socializzazione e distribuzione di acqua, ma si chiedono anche interventi strutturali, come l’apertura di luoghi freschi e il potenziamento dei servizi territoriali.
Antoniano, con progetti di welfare culturale, promuove momenti di comunità e relazione per contrastare solitudine e isolamento, offrendo spazi di incontro anche nei mesi più caldi.
Questa crisi socio-ambientale, può essere affrontata tutelando le comunità più vulnerabili.
Giusy Carella
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