Le nuove linee di indirizzo della Commissione sull’intergenerazionalità.
Nel marzo 2026 la Commissione Europea ha adottato la sua prima Strategia sull'equità intergenerazionale, con l’obiettivo di rafforzare la prospettiva di lungo periodo nelle politiche dell’Unione Europea e garantire che le decisioni attuali tengano conto degli effetti sulle generazioni future.
La Strategia è frutto di un percorso che ha avuto inizio in occasione del Vertice sul futuro delle Nazioni Unite del 2024: l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno approvato il Patto per il futuro e la Dichiarazione sulle generazioni future.
Questi due pilastri politici e programmatici sanciscono il passaggio formale da una politica basata sul breve termine a una governance orientata alla responsabilità a lungo termine, che tenga il benessere e l’inclusione delle generazioni future come obiettivo primario. Per l'Unione Europea e gli Stati membri, questi documenti hanno rappresentato il catalizzatore normativo ed etico per ridefinire il "contratto sociale", spingendo verso l'integrazione di valutazioni d'impatto intergenerazionali e la tutela attiva dei diritti dei giovani nelle agende politiche odierne. Questa volontà comune è legata strettamente agli obiettivi di sostenibilità europei rappresentati dall'Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che rappresentano il modello condiviso a livello globale per la pace e la prosperità delle persone e del pianeta, sia nel presente sia nel futuro.
In questo framework si inserisce nel 2026 la Strategia sull'equità intergenerazionale, che fornisce la bussola per guidare l’Europa nel prossimo futuro attraverso una sempre maggiore integrazione del principio di governance della responsabilità a lungo termine. La Strategia rappresenta un rivoluzionario strumento di supporto e guida per la produzione di normative europee, per lo stanziamento di fonti e risorse economiche e per condizionare le politiche dei Paesi Membri in ottica di attenzione alle giovani generazioni.

Foto: due giovani con la bandiera dell'Europa
La strategia si basa sul concetto di “contratto intergenerazionale” e punta a promuovere politiche più eque tra le generazioni, contrastare le discriminazioni legate all’età e favorire pari opportunità nei territori, indipendentemente dalla regione e dal luogo geografico in cui si nasce. Essa mira a promuovere approcci politici che uniscano prosperità economica e benessere, responsabilità ambientale, coesione sociale e territoriale, sostenibilità fiscale e partecipazione democratica. Punta, inoltre, ad amplificare la voce dei giovani, in quanto futuro dell’Unione europea, e a garantire la solidarietà tra le generazioni.
L’analisi dello scenario attuale mette in luce come l’equilibrio tra le diverse generazioni sia oggi profondamente influenzato da quattro grandi macro-tendenze globali, che richiedono risposte sistemiche e lungimiranti. Il primo grande motore del cambiamento è la digitalizzazione e l'innovazione tecnologica. L’avvento dell'intelligenza artificiale e lo sviluppo delle tecnologie spaziali stanno trasformando in modo radicale i pilastri della nostra società, modificando i percorsi di istruzione, gli stili di vita e le modalità stesse di partecipazione democratica. Questa accelerazione impone la necessità di un lifelong learning, ovvero un aggiornamento continuo delle competenze lungo tutto l'arco della vita per non rimanere esclusi. A questa rivoluzione tecnologica si affianca una pressante crisi climatica e ambientale: le decisioni che prendiamo oggi in merito alla tutela della natura e del clima non sono neutre, ma stabiliscono l'entità dei costi economici, sanitari e di sicurezza che ricadranno interamente sulle generazioni future, delineando i confini della resilienza e della sicurezza energetica del domani.
Sul fronte sociale, assistiamo a una complessa transizione demografica e ai flussi migratori. L’allungamento della vita media e il progressivo invecchiamento della popolazione stanno ridisegnando il tessuto socio-economico, creando nuove barriere per i giovani nell'accesso alla casa, al lavoro e a un reddito stabile; parallelamente, questo trend mette a dura prova la sostenibilità a lungo termine dei sistemi sanitari e assistenziali. Infine, l'intersezione di queste dinamiche si riflette nell'evoluzione del mercato del lavoro. La natura stessa dell'occupazione sta mutando, ridefinendo i modelli di carriera tradizionali e le strutture delle organizzazioni. Se da un lato ciò offre flessibilità, dall'altro espone le fasce più giovani della popolazione a percorsi professionali frammentati, meno lineari e caratterizzati da una forte incertezza; un cambiamento che, se non governato attraverso politiche inclusive, rischia di ampliare drammaticamente il divario e le disuguaglianze sociali.
Per agire in questo contesto in ottica di equità tra generazioni, la Commissione Europea propone nella sua Strategia una struttura programmatica chiara, basata su tre macro-pilastri d'azione fondamentali e sostenuta da un insieme di strumenti e iniziative concrete:
1. Politiche giuste per tutte le generazioni (Youth Check): questo pilastro stabilisce l'obbligo di sottoporre ogni nuova proposta legislativa ed economica dell'Unione a una valutazione d'impatto generazionale. Lo scopo è verificare che le riforme odierne non creino oneri sproporzionati o debiti ambientali e finanziari occulti che andrebbero a gravare esclusivamente sulle fasce più giovani e sulle generazioni future.
2. Pari opportunità e non-discriminazione legata all’età: si concentra sull'abbattimento dei divari strutturali, garantendo un accesso equo al welfare, alla casa, a redditi dignitosi e a percorsi di carriera stabili per i giovani, contrastando al contempo le discriminazioni e promuovendo l'inclusione attiva in un contesto di forte invecchiamento demografico.
3. Sviluppo territoriale equo: mira a colmare le distanze economiche e di opportunità tra le aree urbane (dove spesso si concentrano i servizi e le infrastrutture digitali) e le zone rurali o periferiche, garantendo la coesione e la resilienza del tessuto sociale su scala geografica.

Immagine: logo Impronta Etica
All’interno di questi pilastri, la Strategia propone alcune azioni concrete chiave per il raggiungimento di tali scopi, che verranno attuate nel prossimo futuro per risultati a lungo termine:
• L’Indice di Equità Intergenerazionale: sviluppare uno strumento statistico e di monitoraggio multidimensionale introdotto per mappare periodicamente lo stato delle opportunità, dei diritti e dei divari generazionali nei vari Stati membri, offrendo dati comparabili per orientare le scelte politiche.
• Pacchetto di Alfabetizzazione al Futuro (Futures Literacy): un programma formativo obbligatorio che sarà rivolto ai funzionari della pubblica amministrazione e ai decisori politici, pensato per integrare la pianificazione di lungo termine e la previsione strategica (strategic foresight) nei processi legislativi quotidiani.
• Iniziativa "Voices of the Future": un piano d'azione territoriale che sarà volto a creare canali strutturati di consultazione e co-progettazione, che permettano alle comunità locali e ai cittadini più giovani di partecipare attivamente alle decisioni pubbliche.
• Sostenibilità di Bilancio a Lungo Termine: un quadro di riforme che unisce la previdenza, i sistemi sanitari e il mercato del lavoro, strutturato per rispondere in modo sostenibile ai megatrend della transizione ecologica e digitale senza compromettere i conti pubblici del domani.
In conclusione, Impronta Etica si è occupata spesso del tema dell’intergenerazionalità, lavorando con le proprie imprese mediante momenti di confronto e scambio. Questo perché siamo convinti che non possa esserci sostenibilità in un futuro prospero che non presti l'attenzione ai giovani e alle fragilità di tutte le generazioni che agiscono nella società. Promuovere l'equità intergenerazionale richiede uno sforzo deliberato e sostenuto nel tempo, piuttosto che una riforma una tantum. All'interno di questo processo, la Commissione Europea può dare l'esempio, applicando i principi che promuove e facendo un uso efficace degli strumenti esistenti per integrare meglio le considerazioni a lungo termine nel proprio lavoro. I progressi dipenderanno dalla cooperazione tra le istituzioni europee e gli Stati membri, nonché dal coinvolgimento a livello regionale e locale.
È possibile scoprire di più sulla Strategia europea al seguente link
A cura di Impronta Etica
Impronta Etica è un’Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per
la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI).





