Scuola di Agricoltura Affettiva

Dal territorio
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Progetto lanciato da Biodistretto dell’Appennino Bolognese Fondazione per riscoprire la terra.

La rete composta da diverse realtà territoriali quali: aziende agricole, artigiani, amministratori locali e associazioni ambientaliste, ha avviato: “Ricominciamenti. Ricominciatori. Scuola di Agricoltura Affettiva”.

Questa iniziativa, sostenuta dall’8x1000 dell’Unione Buddhista Italiana, è aperta sia alle persone dell’Appennino Bolognese appassionate ai mestieri della terra, sia agli immigrati, come la popolazione palestinese ospite della Regione Emilia-Romagna. L'obiettivo della scuola è duplice: da un lato risanare l’habitat dai danni causati dalle lavorazioni errate del terreno e contrastare lo spopolamento locale; dall’altro offrire un’opportunità concreta di lavoro attraverso la formazione di chi desidera operare in ambito agricolo.

La Casetta Di Laura  Gelli

Foto: La Casetta di Laura Gelli

Come spiega Lucio Cavazzoni, Presidente del Biodistretto dell’Appennino Bolognese Fondazione, gli aderenti al progetto partecipano a una vera e propria scuola di vita, sperimentando sul campo la bellezza dei mestieri agricoli. Vivono un'esperienza intensa e diretta, calata in una quotidianità a stretto contatto con allevatori, agricoltori, apicoltori e fornai artigianali. La prima lezione, si è svolta presso la Tana, azienda agricola di Lisa Corinna Raffl a Gaggio Montano. I prossimi incontri si svolgeranno nei mesi successivi in altre località del territorio I corsi, sono guidati da imprenditori che hanno dato la disponibilità per formare i ragazzi.

La vera sfida della "Scuola di Agricoltura Affettiva" è mettere fine al proliferare degli allevamenti intensivi e ad un’agricoltura priva di sentimento, a favore di nuove forme produttive e collaborative ed aumentare la consapevolezza di una agricoltura gentile senza egoismo e prevaricazioni.

Chiara Garavini

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