GVC è accanto alle donne tunisine

Cooperative
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Il 7 luglio, Giornata Internazionale delle Cooperative, GVC ha illustrato uno dei suoi progetti nel Magreb.

L’ONG di Bologna ha presentato il dossier chiamato “Donne in cooperativa. L’Economia Sociale e Solidale in Tunisia” che riporta le testimonianze di varie donne che hanno fatto gruppo e creato esperienze di impresa sociale in zone della Tunisia ad alto rischio di radicalizzazione ed estremismo, zone difficili, pericolose, condizioni che però non hanno fermato queste donne.

In certe aree rurali del Paese le donne stanno provando a costruire cooperative di fatto per raggiungere poi una piena autonomia, un percorso non privo di rischi e ostacoli ma che sembra che finalmente stia arrivando ad uno sbocco, la svolta è sempre più vicina. A Tallet Swyssiya, le donne non hanno molte possibilità di emergere, la maggior parte di loro alleva polli o sono contadine ma a causa dei frequenti attacchi terroristici la situazione sta diventando sempre più insostenibile, non è possibile rimanere in quell’area per ragioni di sicurezza, troppo rischioso restare a lavorare lì.

Ed è proprio per fuggire a questa minaccia che è nata l’idea di fondare delle cooperative che potessero offrire lavoro di vario tipo anche se in Tunisia queste entità non sono ancora ufficiali e così insieme alle imprese sociali e stato presentato un progetto di legge sull'Economia Sociale e Solidale.

Certo, è un testo che rivela ancora parecchie mancanze, per esempio non cita persone svantaggiate o disabili ma è lo stesso un gran passo avanti per la nascita di cooperative che possono garantire una crescita equa e sostenibile, aiutando soprattutto le fasce di popolazione più povere, a rischio emarginazione.

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Foto: Wided Chaabani © Pagina Fb GVC

Il Ministro del Lavoro Faouzi Abderrahmane, ha dichiarato che queste imprese devono comunque garantire un forte legame con la comunità e prevedere una redistribuzione del 50% degli utili tra i vari azionari mentre l’altra parte servirà a far crescere l’impresa nel tempo e renderla più solida. Esistono tante cooperative una diversa dall’altra come “Wided Chaabani” che si occupa della produzione di formaggio e che sta contribuendo a creare un percorso di emancipazione femminile.

I problemi che si è trovata ad affrontare e che continua ad affrontare sono notevoli come il mancato ottenimento del permesso sanitario che dà l’ok alla vendita e al trasporto del formaggio. La cooperativa si è così vista costretta a chiudere per un periodo ma le lavoratrici non hanno mollato; queste donne cercano ogni giorno di combattere contro le difficoltà e anche contro le famiglie stesse che pongono troppe resistenze all'emancipazione di queste donne.

Il principale sostegno a queste cooperative è quello dato dalle organizzazioni non governative tuttavia servirebbe un sostegno maggiore, anche lo Stato dovrebbe interessarsi a ciò che stanno facendo queste realtà sociali per le donne e ciò che potrebbero fare se solo ricevessero aiuti più consistenti perché aiutare la donna a ottenere indipendenza e a lavorare è un traguardo che bisogna raggiungere, una conquista importantissima per la società.

Valentina Trebbi

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