Cooperativa Foiatonda, dal sapere antico ad oggi

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A Madonna dei Fornelli, esiste la Cooperativa Foiatonda, ce ne parla Walter Materassi suo Presidente.

Madonna dei Fornelli è una frazione del Comune di San Benedetto Val di Sambro, Comune a pochi km da Bologna, nelle vicinanze del Lago di Castel dell’Alpi, unico lago della provincia di Bologna ad essere naturale (a differenza dei laghi artificiali di Suviana, del Brasimone e di Santa Maria) e creatosi nel 1951 a seguito di una frana che bloccò proprio come una diga il torrente Savena distruggendo il Borgo che, ad oggi, è stato in parte ricostruito sulla sponda opposta alla frana.

Madonna dei Fornelli deve il suo nome al ricordo della Madonna della Neve, alla quale attorno al 1630, fu eretto un Santuario come ringraziamento per la fine della peste e al proprio interno vi si trova una raffigurazione della Madonna dipinta ad olio su rame.

Madonna Dei Fornelli

Foto: Lago di Castel dell’Alpi

Il termine “fornelli” si presume derivi dalla presenza di carbonari nel Borgo di “Fornello” che accendevano nei boschi dei piccoli fuochi per bruciare lentamente la legna ed ottenere, poi, il carbone. Nelle vicinanze di Madonna dei Fornelli si trovano il Borgo di Qualto, che è il più antico Borgo del Comune e che anticamente era un castello fortificato a cavallo dell’Appennino sulla via per Firenze, e il Borgo di Zaccanesca, ad oggi Borgo di dimensioni contenute ma in antichità risultava essere frazione e Parrocchia del Comune di Pian del Voglio.

Come per tutti i Comuni dell’Appennino, uno dei più grossi problemi è quello legato al lavoro e questo porta ad un altro problema che è lo spopolamento e l’abbandono delle case in cui sono cresciuti genitori e nonni ed in cui si sono raccontate storie, in cui si sono vissute vite e che in qualche caso vengono riaperte d’estate per dare vita a momenti di ritrovo e festa. L’unica risorsa sfruttabile, per non avere dei borghi fantasma, è quella legata al turismo che però comporta l'organizzazione di una serie di iniziative e progetti da mettere in campo per attirare persone da tutto il mondo.

Il Comune di San Benedetto Val di Sambro è attraversato dalla “Via degli Dei” che nell'antichità era il percorso che collegava Bologna ad Arezzo e Roma ed ora è meta di passaggio di tanti amanti del trekking e della mountain bike. Fare turismo in un luogo in cui non ci sono edifici architettonicamente eccezionali non è impresa facile e, sicuramente, la carta vincente è offrire al turista eventi, infrastrutture ricettive, competenza ma anche far riscoprire una memoria storica di quello che è stata la vita passata, i racconti, i mestieri dei borghi che attraversano il cammino.

Questo vuol dire recuperare un territorio e far crescere una comunità e questo è il compito che si stanno prefiggendo le Cooperative di Comunità che nascono in territori di montagna a rischio abbandono e nascono, proprio, con lo scopo di recuperare i territori, la loro storia, non isolare le persone anziane che ancora popolano i territori e provare a fare impresa.

A Reggio Emilia sono diversi anni che queste realtà esistono e che stanno operando con importanti risultati e da poco tempo ne è nata una a Bologna a Madonna dei Fornelli ed incuriosito vado a cercare notizie su questa realtà e sul Presidente di questa Cooperativa e mi imbatto nel profilo di un artista eclettico e prontamente gli chiedo un appuntamento per un’intervista che accetta con entusiasmo.

Foiatonda Rappresentato In Un Dipinto

Foto: Cooperativa Foiatonda rappresentata in un dipinto

L’appuntamento è a mezzogiorno nella Piazza di Madonna dei Fornelli ma durante il viaggio che mi porta all'incontro, mi viene in mente di non aver ricordo di una Piazza a Madonna dei Fornelli. Sono quasi 20 anni che non metto piede nella borgata e può essere cambiato molto in questo periodo ma ho la conferma di questo mio dubbio quando scendo dalla macchina. Appena arrivo telefono per avere un’indicazione di dove ci dobbiamo incontrare e scopro che la Piazza è, in realtà, il crocevia davanti alla Chiesa ed il Bar, uno spazio in cui a malapena passano due autovetture.

Da lì a breve mi raggiunge Walter Materassi e con lui tutto il suo essere artista e personaggio. Ci sediamo al tavolino di un Bar e dopo le presentazioni di rito rimango ad ascoltare Walter che inizia a parlare ed è molto piacevole ascoltarlo perché capisci che è una persona molto legata al territorio, è una persona che crede in ciò che fa ed è un vulcano di iniziative ed idee. Walter ci tiene a precisare che non si sente tanto il Presidente di questa Cooperativa ma il conduttore della volontà di dare una struttura a diverse attività imprenditoriali o associate che esistono sul territorio e lavorare assieme ad un obiettivo comune. 

La Cooperativa è nata quasi per caso da un progetto di riqualificazione del Sagrato della Chiesa, progetto che poi è scemato ed ha preso altri sviluppi: fu dato incarico ad un consulente di una Società di Bologna (Tiziana Squeri) di realizzare un progetto partecipato con la cittadinanza per la riqualificazione dell’area della Piazzetta, il famoso crocevia di fronte alla Chiesa, ma da qui tutto si è spostato perché è stato fatto un sondaggio su cosa fosse la cosa più importante da fare ed è emerso che era incentivare il turismo perché è nell'idea delle persone che se il territorio funziona a livello turistico, il territorio viene migliorato: attraverso il turismo puoi riqualificare la Piazza, abbellire la Chiesa, puoi riaprire i sentieri anticamente utilizzati dai contadini per portare le bestie a pascolare mentre ora sono abbandonati ed inaccessibili.

Il territorio ha bisogno di una sicurezza e da qui parte quest’avventura che non si sa quale risultato avrà ma parte sicuramente da una base importante di idee. I temi che la Cooperativa vuole toccare, oltre a quelli legati al turismo, sono la fragilità del territorio, la pulizia dei boschi, la socialità ed in particolare gli anziani: per gli anziani si vogliono avviare servizi per portare loro la spesa a casa, i medicinali in accordo con la Farmacia Comunale, aprire sentieri in caso di nevicate… L’obiettivo è quello di “sfruttare” le persone anziane in modo da coinvolgerli, da Soci della Cooperativa o meno, a lasciare una memoria storica del paese, i racconti delle vite delle case e un recupero degli antichi lavori come ad esempio un signore di oltre 70 anni che lavora il vimini e che realizza, ad esempio, ceste.

Anziano E Bambina Foto Lorenza Vaccari

Foto: anziano e bambina lavorano con la pialla

Imparando questo mestiere si possono realizzare corsi da offrire ai turisti e non far morire un antico mestiere. All'interno della Cooperativa ci sono attualmente 13 Soci con le più svariate competenze ed anime e sin dall'inizio la partecipazione è stata tanta ma ad un certo punto è venuto il momento di stringere e dare vita a questa realtà e a concretizzare quello che fino a quel momento si era creato.

Anche il nome Foiatonda nasce da una riunione “plenaria” e, a differenza di tanti nomi anglofoni che vanno di moda, ricorda il territorio da dove si proviene che è pieno di alberi di faggio, la foglia tonda dei faggi, un nome semplice ma molto identificativo. Al momento la Cooperativa ha una sede ufficiale ma non ha una sede operativa e l’obiettivo è quello di avere in gestione un qualche edificio abbonato come l’ex Cinema e trasformarlo in un luogo di aggregazione, anche per l’inverno, in cui si possono realizzare ad esempio corsi o diventare l’Ufficio Informazioni del paese.

Il 18 maggio ci sarà la Presentazione della Cooperativa, del Sito Internet che verrà utilizzato anche per raccogliere pubblicità e del progetto che sarà aperto ad imprese ed imprenditori ma anche a gente comune che voglia impegnarsi in un progetto di comunità.

Il 16 e il 17 giugno ci sarà il “GRANTOUR 2018”, una due giorni di attività, visite guidate e laboratori aperti organizzati da Emil Banca per scoprire i territori, la storia, l’arte e l’enogastronomia dell’Appennino Bolognese (coinvolti sono i Comuni di Grizzana Morandi, Loiano, Monzuno, San Benedetto Val Di Sambro e Vergato e le frazioni di Madonna dei Fornelli, Riola e Tolè). Proprio sul Lago di Castel dell’Alpi, Walter terrà un evento di pittura “En plain air”, aperto a tutte le persone neofite o meno che siano e a qualsiasi fascia d’età. La pittura avviene su un trasparente su cui è stato ricalcato il profilo del panorama e così una persona può dare libero sfogo alla propria fantasia, evitando così l’imbarazzo della tela bianca.

La riqualificazione del lago, avvenuta diversi anni fa, ha reso accessibile il lago anche a persone portatrici di handicap.  

Luca Cavrini

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