Preoccupazione dopo la repressione in Catalogna

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La repressione di Madrid in Catalogna potrebbe innescare un’escalation.

Negli scorsi giorni, la Guardia Civil, per ordine del governo centrale Castigliano, ha fatto irruzione nelle sedi istituzionali del Governo Autonomo della Catalogna, sottoponendo a interrogatorio politici locali e diversi civili. Ad alzare la tensione in Catalogna, un referendum per l’indipendenza, di fronte al quale, si è pensato di arrestare quanti siano favorevoli e trascinarli davanti ai giudici. Durante le perquisizioni sono state sequestrate schede elettorali e documenti relativi al referendum del 1° ottobre.

Di fatto, la Catalogna riteneva necessario consultare democraticamente i cittadini catalani per conoscere se questi volessero re-istituire lo Stato Catalano indipendente. Fin qui, non sembra ci sia nulla di strano, dopotutto si trattava di un semplice referendum consultivo, da utilizzare forse per ottenere una maggiore autonomia. L'errore del governo di Madrid, è stato quello di non propone nessuna alternativa, trovando come unica soluzione una repressione che ci rimanda ai più oscuri momenti della dittatura Franchista: uno spettacolo indegno per uno Stato sedicente democratico!

La Repressione A Barcellona

Foto: la repressione a Barcellona © www.news.ro 

Durante le brutali violenze, la Guardia Civil spagnola non ha esitato a caricare, massacrandoli di botte, i Vigili del Fuoco che tentavano di proteggere la popolazione civile. Nei giorni successivi, centinaia di migliaia di cittadini catalani si sono posti davanti ai palazzi istituzionali, a difesa della loro democrazia.

Troviamo molto triste, che questa nazione così simile alla nostra, reagisca in tal modo senza cercare alternative. Si pensi all'Italia, dove nonostante le grandi differenze culturali interne, si sono trovate soluzioni, come in Trentino Alto-Adige, Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta e presto anche in Emilia-Romagna, dove la giunta regionale ha avviato un percorso per una maggiore autonomia, senza alcun tipo di ripecussioni (vedi: Regione Emilia-Romagna Autonoma NDA). Su un percorso simile a quello emiliano-romagnolo, presto anche i cittadini di Lombardia e Veneto, si esprimeranno democraticamente senza tragici scossoni.

Mentre auspichiamo che il Re e il primo ministro Mariano Rajoy, aprano un tavolo per le trattative, consideriamo però un triste dato che ai catalani non sembra essere chiaro. Nell'Unione Europea non esistono più le sovranità nazionali, quindi né re Felipe né Mariano Rajoy, possono concedere la sovranità a loro e neppure ai Baschi. Le uniche deroghe a questa regola, per l'Unione Europea, riguarderebbero Scozia e Irlanda del Nord, tanto per mettere in crisi il Regno Unito dopo la Brexit.

Maduro E Rajoy

Foto: Nicolas Maduro e Mariano Rajoy © www.infocifras.org

Maduro a Rajoy: «Chi è il dittatore?»

La dura repressione in Catalogna, ha fatto scalpore in tutto il mondo. Molte persone che sostenevano le ragioni di Madrid, davanti alla durezza delle immagini, sia attraverso lettere ai giornali, che sui social media, hanno levato proteste contro la leadership Spagnola. L'indignazione globale, ha offerto un megafono inatteso anche al Presidente Venezuelano Nicolas Maduro, che ha accusato Madrid di “tendenze totalitarie” bollando di condotta ipocrita il premier spagnolo.

Il Presidente Maduro, ha quindi ritorto contro Rajoy, le accuse lanciate da questi, in occasione delle violenze scoppiate in Venezuela alla vigilia del referendum per la svolta Bolivariana del paese sudamericano. Queste le parole testuali usate da Maduro: «Mariano Rajoy ha usato manganelli, percosse e repressione contro il popolo Catalano. Noi siamo con il popolo della Catalogna, Resisti Catalogna! L’America Latina ti ammira.»

Ricordiamo che Mariano Rajoy, che si era apertamente schierato con la violenta opposizione venezuelana, la quale, forte dell'informazione mediatica distorta, parlava genericamente di "vittime del regime", celando il fatto che quelle vittime erano Poliziotti e Chavisti sostenitori di Maduro, massacrati proprio da loro. Infatti, dopo un incontro col Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il Primo Ministro spagnolo si era detto particolarmente preoccupato per gli “eccessi totalitari in Venezuela.”.

Tanto per completare il discorso, attualmente il Venezuela sta affrontando una grave crisi internazionale, il paese è sottoposto a embargo e gli Stati Uniti quasi certamente interverranno militarmente, l’amicizia con Russia e Cina, finora ha fatto si che gli USA non agissero, ciò non significa che non accadrà.

Luciano Bonazzi


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