Regione Emilia-Romagna Autonoma

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L’esecutivo regionale si confronta sulla riforma dell'autonomia.

L’Assemblea Legislativa, si sta confrontando sulla proposta della Giunta, che intende ottenere una maggiore autonomia legislativa e amministrativa per l’Emilia-Romagna.

Il percorso non è quello necessario all'ottenimento dello Statuto Autonomo o Speciale, questione che al momento non sembrerebbe interessare il nostro esecutivo, tuttavia l'impostazione data dalla Giunta, rappresenterebbe una prospettiva realizzabile, a tutto vantaggio di cittadini, imprese, enti e istituzioni locali.

Il tipo di autonomia che si cerca di attuare, è previsto dall’articolo 116 della Costituzione, che permette alle regioni a statuto ordinario, l'attribuzione di “forme e condizioni particolari di autonomia” tramite un’intesa fra il Governo e la Regione.

Si deve considerare, che la nostra regione, contribuisce al PIL nazionale con un residuo di 17,8 miliardi di euro, cioè 4.076 euro per ciascun abitante [Fonte CGIA di Mestre 2015. N.D.A.]. Un gettito di questa portata, in una regione ben amministrata come la nostra, meriterebbe un margine supplementare da utilizzare in base alle nostre peculiarità economico-sociali. Tanto per essere campanilisti, consideriamo il peso che hanno nel Made in Italy: Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Barilla, la nostra produzione eno-agro-zootecnica, la gastronomia, l’appeal turistico della riviera… ecc. ecc.

Locandina Del Progetto Pi Autonomia AllEmilia Romagna2

Immagine: © www.regione.emilia-romagna.it

Attraverso maggiori competenze nella gestione diretta e con risorse adeguate, la regione potrebbe favorire ulteriormente la formazione, le nostre imprese, generalmente medie, piccole e individuali ad alta professionalità. Per crescere occorre innovazione, questa la si ottiene con la ricerca e lo sviluppo, accompagnando le nostre aziende, siano esse private o cooperative, in un percorso di crescita professionale mirato a migliorare le loro performances nel mercato globale, con l’obbiettivo di creare nuovi posti di lavoro.

Altri nodi fondamentali sono quelli legati al Welfare, in primis ovviamente la sanità, che nei bilanci pubblici è la voce più onerosa, da questo punto di vista, affrontando innumerevoli difficoltà, la regione riesce a offrire una copertura invidiabile anche per i tanti paesi mitizzati del nord Europa, che in questi anni di crisi mondiale hanno tagliato i servizi sociali indispensabili: vedi l’Olanda e il Regno Unito. 

Anche una maggior autonomia di governo del territorio e ambiente, dai nostri monti al mare, tenendo conto delle peculiarità dei territori che compongono l’Emilia Romagna, sarebbe auspicabile.

A partire da questi giorni in avanti, la discussione proseguirà nelle diverse commissioni consiliari, prima di presentare l’esito del confronto all’Aula dell’Assemblea Legislativa. Il Presidente Stefano Bonaccini, riferendosi a questo progetto, ha dichiarato che: «Auspichiamo massima condivisione»

È possibile consultare on-line la sezione dedicata al progetto, sul portale istituzionale della Regione: Più autonomia all'Emilia-Romagna

Luciano Bonazzi

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