È italiana la prima Forest City

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In Cina stanno costruendo la prima Città Foresta al mondo.

Quello che fu il Celeste Impero, è oggi la prima potenza economica mondiale. Sono ormai lontani i tempi nei quali il Made in China era sinonimo di prodotti scadenti e di bassa qualità. Oramai tutto il comparto mondiale dell'elettronica si è trasferito in quel paese, tanto che lo smart-phone che abbiamo in tasca o il nostro computer, al di là della marca, viene prodotto in Cina. 

Finora il governo cinese aveva prestato più attenzione allo sviluppo economico che all'inquinamento, tanto che, a causa delle massicce emissioni di smog, CO2 e scarichi industriali, le metropoli del paese sono divenute invivibili. Soprattutto l'industria pesante e il carbone utilizzato per alimentare la colossale catena produttiva, sono i principali responsabili dell’inquinamento.

Inquinamento A Pechino

Foto: inquinamento a Pechino © www.panorama.it

Nel recente vertice del G7 ambiente tenutosi nel capoluogo emiliano-romagnolo, la Cina ha dimostrato d'aver acquisito una sufficiente sensibilità ecologica, e assieme alle altre grandi economie mondiali, USA a parte, ha aderito alla Road Map di Bologna. In questi anni, il colosso cinese, ci ha abituati alla sua grande dinamicità, ad esempio attuando il suo programma spaziale in cinque anni. Ora la nuova sfida è quella di riuscire a contrastare il pesante inquinamento, coerentemente con l'accordo di Parigi sul clima e la Road Map di Bologna.

La prima mossa, è stata quella della conversione degli impianti industriali dal carbon fossile al gas naturale. In questo è stata aiutata dalle discutibili sanzioni contro la Russia che, costretta a far quadrare la propria bilancia commerciale, ha iniziato a pompare dai suoi sterminati giacimenti, colossali quantità di gas in Cina. Va tenuto conto, che attualmente, le due superpotenze mondiali, sono strettamente legate nella creazione della "Nuova Via della Seta", oltre che da una salda alleanza sociale, economica, culturale e militare.

Dopo le prime conversioni energetiche dell'industria pesante [il progetto è in pieno svolgimento NDA], oggi, una città perennemente inquinata come Pechino, ha visto scendere le emissioni del 20%: un buon risultato che va nella giusta direzione indicata dalla Road Map di Bologna. Mentre i programmi di riconversione energetica dell'industria procedono, si tenta ora un ambizioso progetto, che potremo definire "vetrina", a testimoniare la volontà cinese di cambiare la qualità della vita, finora orientata solamente a produzione e profitto.

Larchitetto Stefano Boeri Accanto Al Suo Progetto

Foto: architetto Boeri accanto al suo progetto © www.chinadaily.com.cn

Nasce dunque la prima "Forest City" del mondo, città a prova d'inquinamento, in costruzione a Liuzhou, nella provincia di Guangxi. Progettata dall'archistar italiano Stefano Boeri, la nuova città potrà ospitare una comunità di 30.000 abitanti. Parallelamente alle strutture edili vere e proprie, saranno impiegate oltre un milione di piante, tra cui 40.000 alberi. Una massa verde di queste proporzione, è scientificamente in grado di assorbire 10.000 tonnellate di CO2, 57 tonnellate di altri inquinanti e produrrà 900 tonnellate di ossigeno l'anno: la città sarà inaugurata nel 2020.

I vantaggi di una simile città, vanno oltre il miglioramento della qualità dell'aria o di barriera acustica naturale, ma sarà anche energeticamente autosufficiente. Infatti il progetto prevede di approvvigionarla con energia solare e geotermica. Si tratta di un progetto pilota ambizioso, ottimamente congegnato, destinato a essere un esempio per i centri abitati del futuro. L'architetto Boeri è seriamente intenzionato a crearne di simili in tutto il mondo e numerosi clienti hanno già mostrato interesse per la sua Città Foresta. 

Luciano Bonazzi


Fonti:  Qinghai Electric Power Corporation, Stefano Boeri Architetti - SBA

Articolo precedente, attinente questo argomento: G7 Ambiente: USA non firmano parte della dichiarazione

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