Non bisogna dimenticare mai!

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Una mostra per ricordare Arpad Weisz, allenatore del Bologna degli anni ‘30.

Nell'ambito delle iniziative che precedono il Giorno della Memoria, fissato ogni anno il 27 gennaio, giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz nel 1945, per commemorare le vittime dell’Olocausto, viene celebrato un personaggio sconosciuto ai più.

Presso il Museo Ebraico è stata allestita la mostra: “Arpad Weisz, dal successo alla tragedia”; questa attraverso l’esposizione di documenti e fotografie d’epoca, delinea la vicenda dell’allenatore ebreo ungherese che portò il mitico Bologna FC a vincere due scudetti (1936, 1937), prima che la sua carriera venisse interrotta bruscamente dalle leggi razziali, volute dal regime fascista in Italia nel 1938.

Padre, marito, allenatore di successo che viene travolto dal nazifascismo; scappa a Parigi, poi in Olanda dove viene catturato e deportato ad Auschwitz con la famiglia.

Queste storie vanno sempre ricordate, non bisogna dimenticare mai che poco più di 90 anni fa l’Italia si è consegnata volontariamente nelle mani di un folle Mussolini. Che per compiacere le sue manie di grandezza si è alleato nientemeno che con Hitler. Condividendo con lui anche le pulizie etniche, macchiandosi esso stesso e macchiando noi italiani di questa colpa che abbiamo parzialmente riscattato distaccandoci e passando per traditori.

Foto Presentazione Mostra

Foto: da sinistra Stefano Bonaccini e gli organizzatori della mostra

Mai tradimento ha portato tanto onore, anche se pagato con grande sacrificio di vite. Adesso, quando sento dire che si stava meglio con Mussolini, o vedo giovani con le svastiche e le teste rasate, pur rendendomi conto che agiscono senza sapere, mi piacerebbe fargli provare la sensazione che si prova davanti un plotone di esecuzione delle SS.

Personalmente non mi piace neanche la soluzione delle Nazioni Unite di creare due stati in Palestina, sarebbe stato più saggio tentare fin da subito soluzioni diverse, in fondo Palestinesi ed Ebrei coabitavano già in queste terre fin dai tempi antichi. Ma questa è solo la mia opinione e la storia poi ha seguito un altro percorso …

Gianluca Palmieri

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