Ludwig Van Beethoven, a 190 anni dalla sua scomparsa

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Fu uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, un genio che nonostante le difficoltà, rese la sua musica immortale.

Luidwig Van Beethoven nacque a Bonn nel dicembre 1770 ed è stato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, compose le più belle sinfonie senza poterle mai sentire a causa di una grave ipoacusia che lo colpì troppo presto. La famiglia di Beethoven era di umili origini: suo padre si chiamava Johann Van Beethoven mentre sua madre era Maria Keverich. Nel 1769 nacque il loro primo figlio Ludwig Maria Van Beethoven invece nel 1770 nacque Ludovicus Van Beethoven poi la coppia ebbe altri cinque figli di cui soltanto due Kaspar Anton Karl e Nikolaus Johann raggiunsero l’età adulta. Dal 1789 il ragazzo suonò come violinista nella cappella di Bonn per poter aiutare economicamente la sua famiglia che viveva in condizioni difficili.

Nel 1792 Beethoven conobbe Franz Joseph Haydin (1732-1809) che colpito dal suo modo di cantare lo convinse a proseguire i suoi studi facendolo arrivare a Vienna. Nel 1796 Beethoven cominciò a tenere i suoi primi concerti tra Vienna, Berlino, Dresda, Lipsia e Praga riscuotendo sempre critiche positive. Nonostante la sua evidente bravura, si discusse molto della grave sordità del compositore che diventerà totale nel 1820. Nonostante questo handicap compose delle opere eccelse; la sonata per violino 5, la sonata per pianoforte 14, la seconda sinfonia e il concerto per pianoforte 3. La terza sinfonia detta l’”Eroica”, dedicata a Napoleone, inaugurò una serie di opere che avevano una durata superiore a un’ora. La sonata per pianoforte 21 dedicata a un nobile tedesco è forse una delle sue opere più virtuose.

Foto Del Portone Della Casa A Bonn


Mentre il “Fidelio” altra famosa composizione, esordì nel 1805; fu accolta male, all’inizio non fu molto apprezzata ma rivista e corretta diventò un successo. Nel 1808 Girolamo Bonaparte posto da Napoleone sul trono di Vestfalia, invitò Beethoven a tornare in Germania, ma il compositore preferì rimanere a Vienna. La vittoria francese a Wagram impoverì le casse dell’Impero d’Austria e il contratto di Beethoven coi reali di Vienna fu stipulato a condizioni diverse. Dal 1811 al 1812 il celebre compositore si dedicò alla composizione della settima sinfonia e il trio per pianoforte 7 e nel 1813 uscì l’opera “La vittoria di Wellington”.

Dopo un periodo di malattia Beethoven nel 1817, riuscì a comporre la sonata per pianoforte 29 forse la sua più celebre opera per pianoforte. Un’altra sua opera “La Messa Solennis”, richiese anni di lavoro ma dopo questa composizione uscì la nona sinfonia nota anche come “Inno alla gioia”. Nel dicembre 1826 le condizioni di salute del compositore peggiorarono: contrasse una polmonite poi ebbe un rigonfiamento del fegato e dell’addome. Il 3 gennaio 1827 Beethoven redasse il suo testamento nominando come erede suo nipote Karl. Il 23 marzo 1827 il compositore ricevette l’estrema unzione e il giorno dopo perse conoscenza: il 26 marzo 1827 morì a Vienna all’età di 56 anni. La salma del musicista venne posta nel cimitero centrale di Vienna, ma il suo corpo è stato riesumato per capire quali fossero state le cause della sua sordità.

Alessandro Legnani

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