Il gioco d'azzardo tra business e patologia

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Slot machine, video poker, gratta&vinci e superenalotto: il giro d’affari totale in Italia è stimato in 90 miliardi di euro, ovvero il 4% del PIL

La fotografia di un’Italia ancora in crisi, infatti, vede un comparto in continua crescita, nonostante la lotta all’azzardo intrapresa da decine di amministrazioni locali. Le stime affermano che il 54% degli italiani almeno una volta all’anno si concede il gusto dell’azzardo legale investendo cifre consistenti di denaro nella speranza del colpo di fortuna che possa cambiare la loro vita. Il gioco d’azzardo è, dunque, una vera e propria industria nella quale il guadagno complessivo di una slot machine viene suddiviso tra l’azienda che ha i diritti di commercio, lo Stato, i gestori dei locali e le società che gestiscono i guadagna delle macchinette.

Per garantire gli incassi delle slot machine, lotto e superenalotto, i “tecnici” del settore realizzano giochi i quali hanno come base un criterio di vincita del banco e il giocatore è il soggetto che, alla fine, risulta sempre svantaggiato nella sua rincorsa all’oro. Il gioco d’abilità con denaro, in realtà, non è solamente quello che viene praticato all’interno di bar o sale gioco ma comprende anche quello telematico a distanza ormai, purtroppo, ad oggi molto diffuso. La propensione italiana verso il gioco d’azzardo testimonia come la pubblica accettazione del gioco abbia, da un lato, favorito le entrate dello Stato e, dall’altro, abbia aumentato i costi sanitari. Sempre più soggetti, infatti, sono costretti a rivolgersi a strutture ospedaliere e specialisti per curare le molteplici malattie derivanti dal gioco d’azzardo, le quali, talvolta, sono la causa della perdita di lavoro e della disgregazione della famiglia.

Il Gioco Delle Carte


I giocatori patologici sono coloro che hanno ormai perso il controllo
in quanto, se non giocano per un certo lasso di tempo, sviluppano una vera e propria crisi di astinenza. Le vittime della ludopatia sono soprattutto coloro che risultano meno istruiti e aventi un reddito basso, nonché convinti che il gioco li aiuti a raggiungere un livello di vita migliore. Purtroppo cadere in tale malattia è molto facile in quanto le occasioni di gioco sono molteplici essendo continue le offerte, come gratta e vinci che promettono vincite sempre più facili o casinò aperti per tutto l’arco della giornata. La possibilità di entrare all’interno di questa spirale perversa, inoltre, sono state aumentate in misura esponenziale a fronte del diffondersi del gioco d’azzardo legalizzato in Italia: all’inizio il decreto Balduzzi, convertito in legge nel 2012, ha previsto una serie di norme per rendere più esplicito il pericolo che si nasconde dietro qualche puntata alle macchinette e, successivamente, la legge di stabilità con la previsione della riduzione del 30% del numero delle slot presenti sul territorio e del numero dei punti scommessa.

A fronte del difficile argomento del gioco d’azzardo, infine, numerose sono le correnti di pensiero che si distinguono tra coloro che favoriscono la regolamentazione del gioco e i cosiddetti proibizionistizi; se i primi ritengono che, rappresentando il gioco d’azzardo un affare talmente grande da non poter lasciare indifferente l’erario, sia meglio regolamentarlo con regole certe, i secondi sostengono di eliminare qualsiasi forma di gioco all’interno dei locali. Purtroppo, negli effetti pratici, il risultato è quello che il gioco d’azzardo continua a rimanere un cancro che lo Stato italiano non solo non riesce a contenere, ma favorisce essendo fonte di ingenti entrate senza trovare soluzioni effettive per fermare tale pericolosa forma di gioco.

Valentina Ametta

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