Testamento biologico, una scelta che divide

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L’approvazione della legge sul fine vita ha scatenato polemiche, dubbi ma anche consensi.

Dopo mesi di blocchi, di discussioni e critiche le norme sul testamento biologico sono diventate legge dello Stato, infatti il Senato ha votato a favore del provvedimento che ha sempre suscitato polemiche e perplessità e che in tanti hanno provato a osteggiare. Sono in molti a definire questa scelta una decisione di civiltà che permette di valorizzare la relazione che si instaura tra paziente e medico, un rapporto fatto di fiducia, sincerità e di ascolto delle ragioni di entrambe le parti. Questo consenso informato può essere documentato in forma scritta o tramite videoregistrazioni mentre chi è disabile può utilizzare qualunque dispositivo in grado di comunicare la scelta; in tutti i casi il parere è poi inserito nel fascicolo sanitario elettronico e nella cartella clinica e sarà possibile ritirarlo in qualsiasi momento anche se questa decisione potrebbe comportare l’interruzione del trattamento.

La legge che è stata appena approvata considera come trattamento sanitario la nutrizione e l’idratazione artificiale che possono essere però rifiutati dal paziente e a questo punto, dopo che il medico prospetta le conseguenze della decisione presa e il paziente accetta saranno successivamente i familiari a rispondere degli eventuali strascichi e a valutare anche possibili alternative. E per i minori? Gli under 18 devono avere il consenso espresso dai genitori o da un tutore sempre però dopo aver sentito il parere del minore che deve comunque essere tenuto in considerazione e naturalmente stiamo parlando di gente in grado di intendere e di volere. I maggiorenni invece possono scegliere un fiduciario, una sorta di portavoce che li rappresenti e ne faccia le veci nella relazione col medico, ricordando che però l’incarico può essere rifiutato perché si tratta sempre e comunque di decisioni difficili da prendere e che comportano grande responsabilità.

Firma Del Testamento Biologico

Foto: paziente che firma un modulo per il testamento biologico 

Il medico, dal canto suo, deve alleviare le sofferenze del malato anche tramite l’uso di cure palliative e qualora il decesso sia imminente e le prognosi decisamente negativa, non deve ostinarsi a effettuare trattamenti inutili, sproporzionati e che causerebbero solo ulteriore disagio e per questo a volte è preferibile una sedazione palliativa profonda e continua, associata alla terapia del dolore. Come si può ben immaginare questa legge ha scatenato non poche polemiche: la destra si è schierata contro, esprimendo tutto il suo disappunto mentre la sinistra ha accolto positivamente la notizia, una decisione che andava presa. 

Il testamento biologico è stato anche considerato da molti un passo verso l’approvazione dell’eutanasia; nella prossima legislatura in molti si sono detti pronti a voler fare legalizzare questa pratica che consentirebbe, a chi si trova in una condizione irreversibile, di porre fine alle proprie sofferenze. A questo proposito ricordiamo tutti le battaglie che hanno dovuto affrontare quanti hanno dovuto decidere di porre fine alla vita di qualcuno a loro vicino, lotte che sono sempre finite con viaggi verso quei paesi che permettono l’eutanasia, vista come una scelta per non dover più far soffrire troppo un proprio caro e non come un “omicidio”

In ogni caso ci troviamo di fronte a un tema delicato e complesso, si tratta di una decisione molto personale perché ognuno di noi reagisce in modo diverso davanti al dolore e soprattutto non tutti noi abbiamo la stessa percezione della vita e del suo significato; molti ci si aggrappano con tutte le loro forze, altri decidono che soffrire è un prezzo troppo alto da pagare.

Valentina Trebbi

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