Perdersi nell’arte, al via Arte Fiera e Art City

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Dal 2 al 4 febbraio centinaia di eventi in fiera e in città.

Ubriacarsi d’arte, con allegria. Sarà più che altro una grande festa della città l’edizione numero 42 di Arte Fiera, la kermesse dedicata all'arte in programma dal 2 al 4 febbraio nel quartiere fieristico ma che prenderà possesso della città con un numero impossibile da definire di mostre, performance, installazioni, video, interventi site specific presentati con l’etichetta Art City.

«Bologna è una città colta che può usare l’allegria per diffondere il suo sapere» auspica Angela Vettese, dall'anno scorso direttore artistico della manifestazione «non ci sarà un unico filo conduttore ma tante proposte senza gerarchie di posizione». La fiera, pensata così come è, non sarà più solo il luogo privilegiato degli scambi commerciali ma una rassegna di gallerie (ben 152 provenienti per lo più dall’Italia per un totale di oltre 180 espositori complessivi) alle prese con l’arte moderna e contemporanea. Sono diversi i dubbi che si pone questa edizione: uno è sicuramente quello dell’ibridazione tra mostre e fiere (se ne parlerà in un convegno), l’altro è proprio il confine tra moderno e contemporaneo in un dialogo costante tra opere di ieri e di oggi.

Gli artisti emergenti avranno il loro spazio nella sezione Nueva Vista mentre sempre più rilievo avrà il linguaggio della fotografia. Con “Polis” Arte Fiera va in città: si tratta di una serie di installazioni incastonate in luoghi suggestivi di Bologna. Tra questi, si potranno trovare Andreco, Dennis Oppeneheim e Luigi Veronesi a Palazzo Poggi, Giuseppe De Mattia, Sanna Kannisto e Rachele Maistrello a Spazio Carbonesi e Vito Acconci all'Orto Botanico, solo per fare qualche nome. Il progetto “La comunità che viene” animerà lo spazio del MAMbo occupato dalla tela di Renato Guttuso “I funerali di Togliatti”: le proiezioni curate da Mark Nash indagano sull'idea di comunismo italiano e sovietico in una sorta di gemellaggio con la mostra Revolutija (su BNB Revolutija, a bologna è tempo di rivoluzione) allestita nel museo bolognese.

Vadim Zakharov Tunguska Event Ph Daniel Zakharov 1

Foto: “Tunguska Event, History Marches on a table” 
© Vadim Zakharov

A questi si aggiunge il progetto speciale “Performing the gallery” a cura di Chiara Vecchiarelli che esplora le potenzialità della performance come un farsi avanti dell’arte di un’opera immateriale. Il format consolidato di Art City va ad arricchire il già nutrito cartellone di Arte Fiera con un programma pensato per far avvicinare pubblici diversi all'arte contemporanea. Curato dal direttore artistico di MAMbo Lorenzo Balbi, Art City è un grande contenitore entro cui - oltre ai dieci eventi pensati per l’occasione insieme a un progetto speciale - convoglia il fermento di varie istituzioni cittadine, pubbliche e private, associazioni e gallerie che avrà il suo culmine nella Art City White Night di sabato 3 febbraio con aperture straordinarie fino a mezzanotte a cui tutti sono invitati a partecipare.

Arriva per la prima volta in Italia l’artista russo Vadim Zakharov con la performance che si terrà negli spazi della ex Gam “Tunguska Event, History Marches on a table”, ideata in occasione del centenario della Rivoluzione russa creando un ulteriore fil rouge con Revolutija e con It’s ok to change your mind! (su BNB It’s OK to change your mind, una mostra racconta la Russia di oggi) a Villa delle Rose. Tra i luoghi posseduti dall'arte, si segnala il vicino Padiglione de l’Esprit Nouveau con il progetto dell’artista serba Katarina Zdjellar, la video-installazione di Your Ancarani nella Cappella al piano terra di Palazzo Re Enzo, l’intervento di arte pubblica con frammenti di filmini amatoriali in via Zamboni proposto da Home Movies e Giuseppe De Mattia e l’incursione al Museo della Specola di Alessandra Messali “Lo slancio” che parla di astrofili in connessione al contesto in cui si trova.

Chi avesse bisogno di una bussola per orientarsi ha varie strade di fronte a sé: la prima è quella di procurarsi il programma cartaceo distribuito in migliaia di copie, la seconda è quella di scaricarsi la app #artefiera2018, la terza è quella di vagare in città contando di perdersi. Sicuramente quella più suggestiva. 

Tutte le info, gli orari, gli ingressi e gli aggiornamenti su: www.artefiera.it e www.artcity.bologna.it

Giorgia Olivieri

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