That’s It, l’arte dei Millennials

© Immagine di Federico Antonini

Arte
Tipografia

Al MAMbo una mostra si interroga sull'ultima generazione di artisti italiani.

Questo è quanto. “That’s IT”, come si dice in inglese. Ecco il titolo dell’ultima mostra in ordine di tempo del MAMbo ma al tempo stesso debutto a cura del direttore artistico Lorenzo Balbi arrivato a Bologna con questo ruolo circa un anno fa.

Quelle poche parole scelte per dare un nome al progetto inaugurato lo scorso 21 giugno, servono per scattare una fotografia su una scena ben precisa, quella degli artisti Millennials ovvero nato tra il 1980 e il 1996. Si tratta di uno sguardo sullo sguardo dei giovani alle prese con l’interpretazione della realtà letta attraverso linguaggi diversi – fotografia, installazioni, interventi sonori, sculture, performance, pitture e opere su carta.

La domanda che si è posto il curatore nel disegnare questa mostra è stata: che senso ha oggi definire un artista italiano? “Sull’ultima generazione di artisti italiani a un metro e ottanta dal confine”, si spiega così il bizzarro sottotitolo che prende in prestito le parole di “Arte e confini” di Bruno Munari: «In italia l’arte ha da essere italiana / in polonia polacca / in turchia turca e se un turco va a dipingere in polonia / che arte ha da fare? / e se la polonia occupa la turchia? in italia arte italiana e a un metro e ottanta dal confine francese? / in italia arte italiana / in sicilia siciliana / in piemonte piemontese / a milano milanese / e in corso garibaldi 89? / in italia l’arte ha da essere arte / in polonia arte / l’etichetta verrà dopo».

Il Mambo accoglie le opere di 56 presenze (artisti e collettivi) per un totale di 65 persone coinvolte. La mostra allestita senza barriere si appropria del Museo in un magma felicemente caotico che ha preso forma via via mentre il curatore convocava gli artisti. A loro è stato chiesto solamente di mettersi in gioco e di manifestare attraverso l’arte la propria soggettività realizzando, in diversi casi, opere per l’occasione. Hanno risposto alla chiamata di Balbi artisti italiani che lavorano in Italia o all'estero ma anche artisti stranieri che lavorano qui. Ma se nel nostro paese hanno solo studiato, non possono dirsi anche loro italiani?

Thats IT Locandina

Immagine: locandina della mostra "That's IT!"

La volontà di rifuggire da qualsiasi tipo di etichetta ha contraddistinto il lavoro curatoriale. «Sono personalmente a favore di uno “ius soli” culturale e, in parallelo, sento la necessità di un approfondimento di ciò che significa oggi essere definiti artisti italiani, in un sistema che ancora ricorre a questo tipo di categorizzazioni, in particolare in occasione di bandi e liste per mostre collettive, premi, padiglioni» scrive Balbi nella presentazione del catalogo pensato come una mostra nella mostra con interventi di critici e pagine staccate e da comporre a proprio piacimento “la selezione degli artisti di That’s IT! va nella direzione di un allargamento e di una ridefinizione delle categorie di nazione e di confine”.

L’ingresso si configura come un centro di documentazione sugli artisti Millennials esposti mentre la mostra si apre con l’opera di Ruth Beraha: un acquario ospita 31 piccoli piranha destinati a crescere (uno per ogni anno dell’artista) che girano attorno a una testa di terracotta che rappresenta una sorta di autoritratto collettivo. In questo quadro anche la sconfitta dell’Italia contro la Svezia e la conseguente mancata qualificazione ai Mondiali di Russia diventa opera d’arte grazie all'arazzo di Angelo Licciardello e Francesco Tagliavia e sempre il calcio viene magnificato nel torneo di PES pensato dai The Cool Couple: invece delle squadre si sfidano artisti celebri e correnti come il Futurismo o il Surrealismo.

La mostra, realizzata grazie a Hera e Unipol con il supporto della Regione, si arricchisce inoltre di performance live e di eventi che andranno avanti per tutta la durata dell’esposizione a cui si aggiungeranno intersezioni con gli altri cartelloni cittadini e proiezioni a cura della Cineteca. Per la prima volta le vetrine del MAMbo non saranno oscurate e, buttando un occhio dentro il museo, sarà difficile non farsi prendere dalla curiosità di scoprire cosa hanno da dire questi giovani artisti. 

Fino all’11 novembre. Apertura: martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 18:30, giovedì dalle 10:00 alle 22:00, chiuso il lunedì. Biglietti 6-4 euro.
Tutte le info: www.mambo-bologna.org

Giorgia Olivieri

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