It’s OK to change your mind, una mostra racconta la Russia di oggi

© Photo by Alina Gutkina / Gazprombank Collection

Arte
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La contemporaneità si dimostra fluida e imprevedibile e per parare il colpo è meglio essere pronti al cambiamento.

“It’s OK to change your mind!” non è solo un’esortazione ma anche il titolo della mostra allestita fino al 18 marzo a Villa delle Rose (via Saragozza 228/230) realizzata con le opere provenienti dalla collezione Gazprombank. Con uno sguardo sulla scena artistica russa di oggi si apre la nuova stagione dello spazio satellite del MAMbo che d’ora sarà chiamato a ospitare progetti espositivi dal carattere internazionale. Si tratta anche di un debutto per Lorenzo Balbi, direttore artistico del Museo d’Arte Moderna di Bologna qui anche in veste di curatore della mostra insieme a Suad Garayeva-Maleki, a sua volta direttrice dello Yarat Contemporary Art Space di Baku, capitale dell’Azerbaijan. 

Venti artisti e un collettivo raccontano la Russia di adesso attraverso vari linguaggi come la fotografia, la pittura, l’installazione, il video e la scultura mostrando una vivacità poco conosciuta qui da noi. Questi artisti interpretano a loro modo una temperie culturale e sociale che deve fare i conti con un passato ingombrante tra Rivoluzione d’Ottobre e caduta del Muro di Berlino ma leggono anche il presente di una nazione ricca di contraddizioni arrivando a immaginare il futuro. 

Un legame, tra l’altro, che trova forza anche nel dialogo tra questa mostra e Revolutija, ospitata al MAMbo (Revolutija, a Bologna è tempo di rivoluzione). Se al piano terra è protagonista la realtà, al piano superiore si immaginano scenari futuri dopo aver percorso le scale che rappresentano un tunnel spazio-temporale abitato dai personaggi di Sergey Bratkov che sembrano usciti da Black Mirror. È il video di Elena Kovolyna ad accogliere il visitatore all’ingresso. 

Dettaglio Della Mostra A Villa Delle Rose

Immagine: opere in mostra a Villa delle Rose © Photo by Matteo Monti  

Si chiama “Égalitè” ed è la documentazione della performance che si è tenuta nel 2010 a Mosca dove persone diverse per sesso, età, etnia e professioni, in piedi su sgabelli di varia altezza mettono in scena l’illusione della parità. La serie “My Moscow” dello stesso Bratkov illustrano dieci anni di vita moscovita tra eventi di massa e euforia collettiva. Una sala è dedicata alle “babushka” con la pittura iperrealista di Semyon Faibisovich o gli scatti di Olga Shernysheva che ritraggono da dietro i cappelli pelosi da signora che sembrano cactus. 

Cattura l’attenzione il rossetto “suprematista” di Alexandra Galkina mentre le polaroid di Alina Gutkina offrono la possibilità di immergersi nella Russia underground, non troppo diversa dalla nostra controcultura, fatta di tatuaggi, hip hop e skaters. È il progetto di Svetlana Shuvaeva a dare il nome alla mostra: con “It’s OK to change your mind!” l’artista prendendo in prestito a sua volta uno slogan dell’Ikea e un immaginario pop pone l’accento sull’illimitatezza del mondo materiale

Orari: giovedì e venerdì dalle 14:00 alle 18:00, sabato e domenica dalle 10:00 alle 18:30, orari prolungati nei giorni di Art City – Ingresso: 5-3 euro, gratuito con Card Musei Metropolitani o biglietto Revolutija. Tutte le info su: http://www.mambo-bologna.org/villadellerose

Giorgia Olivieri

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